L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 febbraio 2021

I dubbi sono fugati, è stata cooptata nel club degli intoccabili

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Giorgia Meloni entra nella superloggia internazionale Aspen Institute: ciapa lì!

2 FEBBRAIO 2021



Roma (James Bond) – Giorgia Meloni entra nell’Aspen Institute, uno dei cosiddetti think tank statunitensi che vanta tra i soci Giorgio Napolitano e a suo figlio Giulio, Paolo Mieli, Walter Russell Mead, Roberto Maroni, Antonio Martino ed è presieduto da Tremonti.
La leader di FdI ha infatti scacciato l’idea di una destra anti-europeista che la perseguitava per assumere vesti molto differenti.
E allora torniamo a quando Mussolini – iniziato da Saverio Fera (Gran Commendatore della Gran Loggia d’Italia) a Napoli nel 1924, per una permanenza in Loggia che durò l’espace d’un matin – ha riempito il Gran Consiglio del fascismo di illustri liberi muratori: da De Bono (Gran loggia d’Italia) a Italo Balbo (Grande Oriente d’Italia); da Ciano (Grande Oriente d’Italia) a Grandi (Grande Oriente d’Italia) a Bottai (Grande Oriente d’Italia), solo per citare i più noti. A questo punto, per chiudere il cerchio, per la Meloni sarebbe possibile entrare nel Droit Humain o nella Gran Loggia d’Italia, obbedienze massoniche che accettano le donne. Non si sa mai. Per un massone che esce ce n’è sempre uno che entra.
Lo scopo della superloggia Aspen Institute è il solito refrain massonico che ci è spiegato dal presidente Walter Isaacson che ha dichiarato: “Arricchiamo la vita delle persone e le aiutiamo a lavorare in modo più informato e intelligente. Insieme possiamo trovare la chiave di volta verso il successo negli affari, nella leadership, nella vita: dare equilibrio a valori in conflitto per costruire una base di lavoro comune, restando fedeli ai nostri ideali”.
Nel think tank Usa non mancano nomi illustri del calibro di Mario Monti e del presidente onorario Giuliano Amato, Marta Dassù e Gianni Letta, Paolo Savona e Romano Prodi, l’ad di Enel Francesco Starace e John Elkann come vicepresidente.
Non c’è niente da fare, i Templari sono ben altra cosa.

1 commento:

  1. Congratulazioni ampiamente meritato il forte impegno sempre dimostrato

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