L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 28 febbraio 2021

Ida Magli - 6

ItalianiLiberi, 25 Febbraio 2001

Dernière heure

UE: Chirac e Jospin tornano a Nizza per firmare il trattato

AFP | 25.02.01 | 19h51

Il presidente Jacques Chirac e il Primo ministro Lionel Jospin si
recheranno nella serata di lunedì a Nizza per la cerimonia della firma,
a opera dei ministri degli Affari Esteri dei Quindici, del Trattato di Nizza,
frutto di successive negoziazioni all’epoca dell’ultimo Consiglio europeo. 

La cerimonia avrà luogo alla Prefettura, nella vecchia Nizza, alla
presenza del Primo ministro svedese Goeran Person, presidente
in carica dell’Unione Europea, del presidente della Commissione
Europea Nicole Fontaine e di Romano Prodi, presidente della
Commissione. Alle 19.30, le cinque personalità faranno dei brevi
interventi prima della firma del Trattato. La cerimonia sarà seguita
da una cena alla Prefettura. Per entrare in vigore, il nuovo Trattato
Ue dovrà essere ratificato dal Parlamento Europeo e dai Parlamenti
nazionali, al ritmo e secondo la procedura di ciascuno. All’Eliseo, si
augurano che la ratifica da parte del Parlamento francese vada
veloce e che la Francia, che esercitava la presidenza dell’Ue
all’epoca della conclusione del Trattato di Nizza, dia l’esempio. L’11
dicembre di prima mattina, al termine del più lungo Consiglio europeo
della storia, i capi di stato e di governo dell’UE si erano messi
d’accordo su un progetto di riforma delle istituzioni, indispensabile
all’allargamento dell’Unione. Negoziato faticosamente sotto la
presidenza francese, l’accordo politico è stato oggetto di vive critiche
da parte della stampa europea. A più riprese, Jacques Chirac ha
preso la difesa del Trattato di Nizza. “Si fa un processo ingiusto alla
presidenza francese”, ha dichiarato in un’intervista a Dernières
Nouvelles d’Alsace il 5 febbraio. In materia di riforme delle istituzioni,
ha fatto notare “dentro il possibile e l’auspicabile, c’è sempre il
ragionevole” e a Nizza “si è ottenuto il ragionevole”. In questa
intervista, Jacques Chirac ha anche riaffermato la necessità di una
Costituzione europea e augurato che s’avvii “il più rapidamente
possibile” un “grande dibattito democratico” sull’avvenire dell’Europa
al fine di rafforzare “l’adesione dei popoli” alla costruzione europea.
“Tutti noi spingiamo per accelerare la marcia per l'Europa, per
approfondire l’Europa, per integrarci di più” ha detto il presidente
all’epoca del vertice franco-britannico di Cahors, il 9 febbraio. 
“Questo approfondimento porta verso quello che alcuni
potrebbero chiamare una federazione di Stati-nazioni”, ha aggiunto.

Da parte sua, Lionel Jospin ritiene che “gli ostacoli istituzionali e
giuridici” all’allargamento siano stati “tolti” a Nizza e che l’Ue sia
“pronta ad accogliere i nuovi candidati”. La definizione di un “nuovo
modello e di una nuova architettura” dell’Europa è “la nostra prossima
sfida”, ha dichiarato. “ A titolo personale”, Nicole Fontaine ha
chiamato gli Stati membri a ratificare il Trattato di Nizza, “a dispetto
delle proprie debolezze” e ad “inventare la nuova Europa”.

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