L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 2 febbraio 2021

Il Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (Cpttp) oltre ad essere un accordo commerciale è anche geopolitico

Perché il Regno Unito punta a un accordo commerciale con Canada e Asia-Pacifico

1 febbraio 2021

Il Regno Unito diventerà il dodicesimo membro del Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (Cpttp), l’accordo economico-commerciale che include il Canada e 10 Paesi della regione Asia-Pacifico- Il punto di Daniele Meloni

Il Regno Unito potrebbe presto diventare il dodicesimo membro del Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (Cpttp), l’accordo economico-commerciale che include il Canada e 10 Paesi della regione Asia-Pacifico e che somma il 13% del Pil mondiale. La notizia della richiesta formale di accesso da parte del Ministro per il Commercio Internazionale, Liz Truss, fa seguito a mesi di dichiarazioni interessate di Londra, che vede nel Cpttp una zona di interesse non solo commerciale ma geopolitico nello scacchiere internazionale. Nell’intenzione di Truss – che oggi chiederà ufficialmente ai ministri del commercio giapponese e neozelandese di unirsi alla partnership – le negoziazioni dovrebbero iniziare già nel 2021.

Londra celebra un anno dalla Brexit oggi e lo fa con un annuncio che mostra pienamente la sua nuova strategia competitiva sui mercati globali. Nei circoli pro-Brexit infatti, l’idea che l’Asia-Pacifico sia l’area su cui concentrarsi era in voga sin dai tempi del referendum per uscire dall’Unione Europea. Il Regno Unito – secondo i Brexiteers – ritrovata la sua indipendenza nella politica commerciale, avrebbe dovuto giocare un ruolo decisivo nel destino del nuovo continente emergente – l’Asia – una volta liberatasi dai vincoli di Bruxelles, titolare della politica commerciale di tutto il blocco Ue. Una strategia sottolineata dallo status di “Dialogue Partner”, acquisito da Londra anche all’interno dell’Association of Southeast Asian Nations (Asean) proprio la scorsa settimana, e che potrebbe, in futuro, vedere lo Uk come membro anche di questo organismo.

Attualmente solo il 10% delle esportazioni britanniche finisce negli 11 Paesi del Cpttp (Brunei, Malaysia, Singapore, Vietnam, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Cile, Messico e Perù), ma il Governo Tory vede questa come un’area ad alto potenziale di sviluppo e per questo la membership potrebbe creare “enormi possibilità di business per le aziende Uk”, secondo Truss.

“Accedere – ha proseguito la titolare del dicastero del Commercio – significherebbe potere esportare le nostre auto e il nostro whisky a tariffe più convenienti, e una migliore penetrazione per i nostri fornitori di servizi in un mercato in rapida espansione. In futuro – conclude la nota del PfIT – i grande mercati di merci e di capitali saranno in Asia-Pacifico, così come le nuove classi-medie che le nostre imprese dovranno intercettare”. Gli obiettivi, lo stato delle negoziazioni, e i processi consultivi riguardo l’adesione al Cpttp saranno pubblicati e aggiornati costantemente sul portale del Governo britannico. La Camera dei Lords intanto ha già iniziato l’esame parlamentare dell’accordo, per evidenziare gli aspetti positivi e negativi di una eventuale partecipazione.

Il prodotto interno lordo combinato degli 11 è pari a 9 trilioni di dollari, e il 95% degli scambi commerciali tra i Paesi del Trans-Pacific Agreement avvengono senza l’imposizione di dazi o altre restrizioni. Il Cpttp attende altre richieste di adesione, peraltro. A gennaio, Gao Feng, un portavoce del ministero del Commercio cinese, ha annunciato l’intenzione di Pechino di aderire alla partnership, così come pare che la nuova amministrazione americana Democratica stia riconsiderando la possibilità di fare parte del blocco dopo che Donald Trump ritirò gli Usa nel 2017 definendo l’accordo “pessimo per gli Stati Uniti”.

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