L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 febbraio 2021

Il Recovery Fund è una trappola per i gonzi MA se dovesse servire per far implodere l'Euro e la sua imbecillità ben venga. Lo stregone maledetto un servo più intelligente dei suoi padroni ma legato a un patto gesuitico di fedeltà

Il Recovery Fund segnerà la fine dell’Euro? L’analisi

13 Febbraio 2021 - 11:17

Recovery Fund in primo piano con il Governo Draghi: ma cosa succederà se arriveranno i fondi? il rischio è alto per Marcotti, in gioco c’è la fine dell’UE e dell’euro. L’analisi.

Cosa farà Draghi con il Recovery Fund? La domanda interroga molti e attende risposte concrete e immediate.

L’interrogativo è cruciale anche per Marcotti, come di consueto intervistato da Money.it. Nel suo intervento l’esperto di finanza non nega che l’Italia si trova a un bivio e l’ex banchiere, nella sua decisione sui 200 e oltre miliardi di euro da Bruxelles, darà la direzione finale al nostro Paese.

Il rischio, però, è grande: con il sì al Recovery Fund l’UE è destinata a scoppiare. E l’Euro, negli anni, a fallire. I motivi per Marcotti.

Recovery Fund: sarà un fallimento, ecco perché

Tutti i riflettori puntati sul Recovery Fund. In Italia, il Governo Draghi è nato proprio per evitare il naufragio del piano di riforme necessario per ottenere i miliardi da Bruxelles.

Ora che il regolamento è stato approvato dal Parlamento Europeo, le istituzioni comunitarie stanno facendo pressione affinché i piani nazionali siano completati al più presto. Il rischio è perdere l’opportunità di avviare il processo di cambiamento e sviluppo.

Oppure, il timore è che proprio il meccanismo del fondo di ripresa, una volta attivato anche in Italia grazie a Draghi, porterà alla fine della stessa UE.

Una prospettiva così drastica, anche se non immediata, è ipotizzata da Marcotti. Le sue idee sono chiare:

“Il Recovery Fund sarà la fine, negli anni, dell’Unione Europea e forse dell’euro. Questo perché l’Unione non può stare in piedi se non è anche politica...ma visto che gli Stati del Nord non la vogliono, arriverà il momento che tutto si sgretolerà.”

Il compromesso del fondo è stato, in questa analisi dell’esperto, un tentativo estremo, forse l’ultimo, per cercare di tenere insieme i 27 Stati. Ma cosa succederà quando i prestiti del Recovery Fund dovranno essere ridati indietro?

A quel punto, i Paesi membri si troveranno a dover pagare il debito e la prospettiva è l’esplosione dell’Unione Europea.

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