L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 3 febbraio 2021

Il rifiuto manifesto dello strumento covid/lockdown/coprifuoco di chi sa e rifiuta la Strategia della Paura come arma di potere

01/02/2021 09:18 CET | Aggiornato 01/02/2021 10:49 CET
In migliaia ai funerali del rabbino morto di Covid-19 mentre Israele prolunga il lockdown

Folla per le strade di Gerusalemme alle esequie del 99enne rabbino Meshulam Dovid Soloveitchik

HuffPost

MENAHEM KAHANA VIA GETTY IMAGES

In migliaia per partecipare ai funerali di un illustre rabbino morto a causa del Covid-19: una folla di ebrei ultraortodossi in processione per le strade di Gerusalemme ha sfidato le regole anti-contagio del Paese.

Israele è attualmente nel terzo lockdown nazionale e, nelle stesse ore delle esequie, il parlamento ha approvato una che inasprisce per tutti le multe e ribadisce la chiusura delle scuole religiose. Dunque, nonostante le restrizioni, assembramenti ai funerali di Meshulam Dovid Soloveitchik, noto rabbino morto all’età di 99 anni alcuni mesi dopo aver contratto il Covid. Secondo i media, la polizia ha fatto sapere di aver impedito ad altre centinaia di persone di partecipare al funerale bloccando fuori città auto e autobus diretti alla cerimonia.

Un portavoce della polizia, citato da Haaretz, ha ammesso che gli agenti non sono in grado di far rispettare le restrizioni anti-Covid di fronte a una simile affluenza. “Non voglio andare e confrontarmi con 20 mila persone - ha spiegato il portavoce Shabtai Gerberchik - per il semplice fatto che non sono in grado”. Il viceministro della Sanità Yoav Kisch ha denunciato che “quel funerale provocherà altri funerali”. 

La circostanza ha suscitato anche la reazione del vice primo ministro Gantz: “Milioni di famiglie e bambini sono chiusi nelle loro case e rispettano le regole mentre migliaia di Haredim affollano il funerale, la maggior parte di loro anche senza maschere”, ha twittato Gantz descrivendo la cosa come una prova di “applicazione iniqua” delle norme. “Non accetteremo la continuazione di un falso isolamento inefficace. O tutti sono rinchiusi o tutti aprono. I giorni dell’indulgenza sono finiti”.

Nel corso di una seduta del consiglio dei ministri il premier Benyamin Netanyahu ha puntato il dito contro “gli assembramenti di persone”. “Gli assembramenti sono sempre assembramenti - ha affermato - sia che avvengano fra gli ortodossi, o fra i laici o fra gli arabi. Ci sono assembramenti in tutti i settori. Devono cessare subito, e occorre che non si facciano strumentalizzazioni politiche. Questo - ha concluso - è il momento della unità”.

Il governo israeliano ha intanto deciso di prorogare fino a venerdì mattina le misure di lockdown introdotte per contenere la diffusione del coronavirus e di chiudere fino a domenica lo scalo aeroportuale di Ben Gurion. L’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha spiegato in una nota diffusa questa mattina che le attività non essenziali e le scuole resteranno chiuse almeno fino a venerdì. Verranno inoltre esaminate le richieste degli israeliani che devono rientrare per questioni umanitarie.

MENAHEM KAHANA VIA GETTY IMAGES

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