L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 febbraio 2021

La fame dei semiconduttori fa aumentare i prezzi. La conferma che è la dinamica tra DOMANDA e OFFERTA sono gli elementi che influenzano l'inflazione

Perché la fame mondiale di chip sta diventando un problema

4 FEB, 2021

La carenza di semiconduttori sta impattando i livelli di produzione di molti settori industriali, a cominciare dall'automotive

La scheda madre di un computer Foto di Magnascan da Pixabay

La carenza di semiconduttori sta limitando la crescita di diversi settori industriali che utilizzano i chip per i propri supporti tecnologici, automotive e informatica in particolare. Qualcomm, General Motors e Samsung hanno di recente lanciato segnali di allerta e la stessa Germania ha chiesto a Taiwan di dare priorità alla produzione di chip per le automobili. La piccola democrazia asiatica è sempre più al centro delle relazioni internazionali, in quanto casa dei due maggiori produttori al mondo di nodi tecnologici: Tsmc (28% della quota di mercato) e Umc (13%). Seguono la cinese Smic (11%) e la coreana Samsung (10%).

La pandemia ha interrotto le catene di fornitura, facendo aumentare la domanda di dispositivi per il lavoro da casa, mentre le tecnologie di intelligenza artificiale e di mobilità elettrica hanno guadagnato visibilità. La ragione principale alla base dell’attuale scarsità di chip sono anni di sotto-investimenti nella capacità dei wafer che li compongono, secondo gli analisti di Counterpoint. Nel periodo 2015-19 l’intensità media di capitale del settore (il rapporto tra investimenti e fatturato) è stata dell’11-18%, ma un nuovo ciclo di capitalizzazione dovrebbe favorire un aumento al 20-22% nel 2021-2023, senza però risolvere subito la crisi. La carenza di semiconduttori continuerà fino al terzo trimestre 2021, l’aumento dei prezzi fino al 2022, dicono gli esperti.

La stessa Qualcomm ha spiegato che le forniture rimarranno limitate per la prima metà dell’anno e ieri ha perso il 7,6% nelle negoziazioni dopo la chiusura regolare del mercato, sebbene in questi giorni abbia toccato il massimo storico (toccando circa 167 dollari per azione), con vendite salite del 63% anno su anno nell’ultimo trimestre. D’altro canto, General Motors sospenderà o limiterà la produzione in quattro impianti tra Stati Uniti, Messico, Canada e Corea del Sud, la prossima settimana, per mancanza di chip. Il problema riguarda anche altri costruttori e gli Stati hanno attivato canali diplomatici con Taiwan, tanto che Tsmc ha risposto positivamente all’appello per una riconversione in favore dell’industria automobilistica.

Davanti a questo scenario, Samsung , principale produttore di smartphone al mondo, sta considerando di espandere urgentemente la propria capacità produttiva di semiconduttori, che l’anno scorso ha rappresentato quasi metà del proprio utile. I maggiori costi di produzione e un won più forte potrebbero condizionare i guadagni nel primo trimestre, ma le previsioni per l’intero anno restano positive.

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