L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 febbraio 2021

La scoperta dell'acqua calda - Ogni anno bisogna vaccinarsi per l'influenza covid e come sempre il vaccino inoculato è contro il virus Rna dell'anno precedente. Complottista è colui che vuole nascondere la verità

I vaccini di Pfizer e Moderna sono meno efficaci contro le varianti. Studio su Nature

10 febbraio 2021


Che cosa emerge da uno studio sui vaccini Pfizer e Moderna pubblicato sulla rivista Nature

I vaccini di Pfizer-Biontech e Moderna stimolano una risposta immunitaria identica nei pazienti cui sono stati somministrati, ma sono meno efficaci, egualmente, contro le varianti inglese, sudafricana e brasiliana di Covid-19. A dimostrarlo è uno studio, pubblicato su Nature, condotto su 20 volontari.

Tutti i dettagli.

ATTIVITA’ RIDOTTO CONTRO LE VARIANTI

“L’attività contro le varianti SARS-CoV-2 che codificano E484K o N501Y o la combinazione K417N: E484K: N501Y è stata ridotta di un margine piccolo ma significativo”, spiegano gli autori della pubblicazione su Nature di cui ha dato conto l’agenzia Agi.

La variante N501Y è una mutazione prevalente nel Regno Unito e in Sud Africa, mentre la E484K è quella brasiliana.

LO STUDIO

Per valutare la risposta immunitaria, ovvero la risposta degli anticorpi e delle cellule B della memoria, alle varianti da Covid-19, i ricercatori guidati da Michel Nussenzweig della Rockefeller University di New York, hanno analizzato i campioni di sangue da 20 individui che avevano ricevuto due dosi del vaccino Moderna mRNA-1273 (14 persone) o del vaccino Pfizer-BioNTech BNT162b2 (6 persone).

I RISULTATI

I vaccini, spiegano gli esperti, hanno indotto una risposta immunitaria simile. “Ad otto settimane dopo la seconda iniezione di vaccino, i volontari hanno mostrato livelli elevati di IgM e titoli di legame della proteina spike (S) anti-SARS-CoV-2 IgG e del dominio di legame del recettore (RBD). Gli esperti hanno scoperto che i vaccini hanno portato alla produzione di anticorpi neutralizzanti, e che hanno mirato agli stessi epitopi sul dominio di legame del recettore della SARS-CoV-2 di quelli prodotti dopo una infezione naturale. Gli studiosi hanno anche osservato che gli individui immunizzati con uno dei due vaccini producevano anticorpi strettamente correlati e quasi identici”.

RISPOSTA INDEBOLITA

Tuttavia, aggiungono gli autori, “la neutralizzazione da parte di 14 dei 17 mAb più potenti testati è stata ridotta o abolita dalle mutazioni K417N, E484K o N501Y”.

Da valutare se questi vaccini inducano anticorpi neutralizzanti contro altri epitopi non trovati nel dominio di legame del recettore, sostengono gli autori, che sottolineano nella pubblicazione su Nature che “potrebbe essere necessario aggiornare i vaccini e monitorare l’immunità per compensare l’evoluzione del virus”.


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