L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 febbraio 2021

La strategia del Sistema massonico 'ndranghetista politico istituzionalizzato è chiara perdere tempo per arrivare alla prescrizione dei termini

Rinascita-Scott, slitta l’interrogatorio di Spatuzza. Gratteri sbotta: «Si cerca di perdere tempo»

Lo sfogo del procuratore dopo il rinvio al 22 febbraio dell'escussione del collaboratore di giustizia a seguito della lunga testimonianza resa da Giuseppe Comito

di Redazione 15 febbraio 2021 21:00

Nicola Gratteri

È stata rinviata al 22 febbraio prossimo l'escussione del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, l'ex boss di Brancaccio, nel processo Rinascita Scott in corso nell'aula bunker di Lamezia Terme. Il rinvio si è reso necessario per il protrarsi della testimonianza di un altro collaboratore di giustizia, Giuseppe Comito, andata avanti dalle 12.30 alle 18.30. E proprio la lunghezza della sua deposizione (tre ore per il controesame) e il ritardato inizio dovuto alla presentazione di alcune eccezioni da parte delle difesa, è stata sottolineata dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e dal pm della Dda in udienza Annamaria Frustaci.

«Si sta cercando di diluire il processo - ha detto Gratteri intervenendo in aula - di perdere tempo. Noto sempre le stesse eccezioni poste sempre dalle stesse parti». La pm, invece, è intervenuta sull'utilità di alcune domande fatte nel controesame «meramente reiterative, senza alcun approfondimento». Lo stesso presidente del collegio, Brigida Cavasino ha invitato uno dei difensori a non reiterare sempre le stesse domande.

In precedenza Comito, collaboratore di giustizia dal luglio 2019, reo confesso dell'omicidio di Francesco Scrugli nel 2011, ha riferito dei rapporti tra l'ex assessore regionale al Turismo Francescantonio Stillitani e suo fratello Emanuele (imputati nel processo "Imponimento" per concorso esterno in associazione mafiosa), proprietari dei villaggi turistici Garden Club e Garden Resort a Pizzo, e le cosche vibonesi. Il collaboratore, in particolare, ha riferito che nei villaggi, pur non avendo alcun ruolo, a dettare legge era Nino Accorinti, legato al boss Pantaleone Mancuso.

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