L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2021

L'armata Brancaleone guidata dagli Stati Uniti dopo circa 20 anni di invasione armata, forse si arrende

L’Afghanistan verso un governo islamico?

4 febbraio 2021


La guerra in Afghanistan volge sempre più a favore della maggioranza islamica. L’analisi di Giuseppe Gagliano

Mentre l’amministrazione americana assume una postura offensiva nei confronti della Cina e della Russia allo scopo di consolidare la propria egemonia a livello globale cercando di limitare quella sino-russa, la guerra in Afghanistan volge sempre più a favore della maggioranza islamica. Come dimostra il fatto che il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha affermato che gli uffici politici talebani stanno lavorando per raggiungere un accordo a Doha e in Pakistan.

POSSIBILITÀ DI UN GOVERNO ISLAMICO IN AFGHANISTAN

Nonostante la comprensibile reazione negativa da parte della stampa locale afghana sulla possibilità che un governo islamico si realizzi, questa eventualità è tutt’altro che improbabile o inverosimile nonostante gli accordi siglati.

COSA PREVEDEVA L’ACCORDO USA-TALEBANI

Non a caso secondo la Reuters il gruppo islamista talebano proseguirà a difendere l’Afghanistan fino a quando le forze armate straniere non se ne andranno secondo l’accordo firmato tra gli Usa e i talebani a Doha nel febbraio 2020.

La forte componente talebana presente in Afghanistan intende infatti proseguire a difendere i suoi valori e i suoi diritti e se ciò non avverrà non avrà alcun esitazione a proseguire nella sua lotta contro l’invasione statunitense. D’altronde non dobbiamo neppure dimenticare, come indicato in un articolo precedente, il controllo del territorio da parte dello Stato islamico.

IRAN, RUSSIA E CINA SEMPRE PIÙ COINVOLTE NELLA REGIONE

Nel frattempo i frequenti colloqui fra la componente talebana e l’Iran, la Russia e la Cina — la cui presenza si sta dimostrando sempre più significativa — lasciano prevedere che l’Afghanistan per queste nazioni svolgerà un ruolo sempre più significativo sul piano geopolitico anche in funzione antiamericana.

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