L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 25 febbraio 2021

Le milizie mercenarie tagliagola terroristiche che hanno invaso la Siria sono tante e di notevole diversità

Siria, le milizie filo-Turchia a Nord implodono

24 Febbraio 2021 


Le milizie filo-Turchia nel Nord della Siria stanno implodendo. Scontri interni tra i jihadisti di Al-Jabha Al-Shamiyyah, dopo quelli di Jaysh al-Sharqiy e della Sultan Murat Division

Le milizie filo-Turchia nel nord della Siria stanno implodendo a causa di violenti scontri interni. Questa volta è coinvolta la “Al-Jabha Al-Shamiyyah”, i cui membri si sono combattuti per alcune ore a Tel Abyad, a nord di Raqqa. Secondo fonti locali il bilancio è di tre jihadisti feriti. Solo pochi giorni fa un episodio analogo aveva coinvolto i combattenti della Sultan Murad Division ad Al-Ra’i, a nord di Aleppo, mentre in precedenza c’erano stati forti attriti all’interno di Jaysh al-Sharqiy nell’area di Jinderis e attentati contro Hayat Tahrir al-Sham (HTS) a Idlib. Il denominatore comune è il crescente nervosismo tra i gruppi alleati delle TAF, tagliati fuori dai sempre più esigui aiuti inviati da Ankara e di fatto gestiti in via esclusiva da HTS, che decide a chi, quando e in che quantità distribuirli.

L’obiettivo: recuperare peso e risorse, oggi in mano esclusivamente ad HTS. Il gruppo qaedista, però, si è indebolito sia nei confronti di Ankara sia della popolazione

HTS, però, recentemente si è indebolita a Idlib. Sia nei confronti della Turchia, non essendo stata in grado di garantire la sicurezza sulla M4 e a evitare attacchi contro le basi delle TAF nell’area, sia in quelli della popolazione, ormai stanca delle continue vessazioni e limiti imposti dalla milizia siriana. L’ultima, derivata peraltro dal taglio degli aiuti economici di Ankara, ha visto il gruppo imporre nuove tasse e raddoppiare quelle esistenti ai negozi del quadrante per poter colmare il gap. Le altre formazioni locali, spesso assoggettate a HTS con la violenza, da una parte cercano di rialzare la testa per approfittare della debolezza del competitor. Dall’altra, hanno cominciato a combattere tra loro per cercare di reperire risorse e non perdere le poche che hanno a disposizione.

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