L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 febbraio 2021

Le procure di Catanzaro e Reggio con le rispettive forze dell'ordine funzionano ma il resto?

‘Ndrangheta, arresti a Reggio Calabria in piena notte: colpo ad una cosca operante in città

Operazione dei carabinieri coordinata dalla Dda reggina. Sarebbero coinvolte 19 persone in tutto, fra le accuse anche associazione mafiosa ed estorsione

di Consolato Minniti 16 febbraio 2021 06:32

Foto d’archivio

Gazzelle dei carabinieri a sirene spiegate ed elicotteri hanno squarciato il silenzio della primissima mattina su Reggio Calabria.

Il motivo è presto detto: si tratta di un’operazione di polizia giudiziaria effettuata dai Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia guidata da Giovanni Bombardieri, e seguita personalmente dai pubblici ministeri Musolino ed Ignazitto. Il provvedimento cautelare riguarderebbe 19 persone in tutto.

Secondo le prime parziali informazioni apprese, sarebbe stato inferto un duro colpo ad una cosca di ‘Ndrangheta operante città di Reggio Calabria, e che abbraccia anche la periferia sud, al cui interno vi sarebbero membri appartenenti a famiglie che sembravano ormai storicamente tramontate. Ed invece, secondo primissime notizie, sarebbero tornate prepotentemente in gioco. Le accuse sono, a vario titolo, fra l’altro di associazione mafiosa ed estorsione.

I dettagli saranno forniti nelle prossime ore da parte dell’Arma e della Dda reggina.

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