L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 24 febbraio 2021

Legare il Progetto Criminale dell'Euro a uno stato federale è il compito assegnato allo stregone maledetto dalla finanza internazionale che è pienamente consapevole che senza questo passaggio Euroimbecilandia esplode con schegge impazzite ognuna delle quali andrebbe per suo conto e questo l'OCCIDENTE non se lo può permettere


22 Febbraio 2021 21:01

Visco: euro non può sopravvivere senza Stato federale. Intanto esplode deficit commerciale francese
La Redazione de l'AntiDiplomatico


L'euro può durare nel lungo periodo come moneta unica europea solo se i Paesi che l'hanno adottata daranno vita a uno Stato federale, ha affermato il governatore della Banca d'Italia e membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea Ignazio Visco.

"Una moneta senza Stato può durare fino a un certo momento ma poi c'è bisogno di uno Stato e di un'unione di bilancio", ha detto Visco ricordando come attualmente la Bce sia "l'unica banca centrale federale di un insieme di paesi che non ha una struttura federale".

Le parole di Visco vanno a colpire decisamente il segno. Questo è uno dei più grossi problemi dell’eurozona. Il non avere una vera banca centrale che faccia il suo mestiere è un grosso handicap e rischia di far cadere alcuni paesi in problemi, come quelli relativi al debito, che non avrebbe nessun paese al mondo con alle spalle una Banca Centrale pienamente operativa.

Secondo il governatore Visco però la pandemia “in parte, sta spingendo verso quella direzione”. 

Con le sue dichiarazioni il governatore si pone nella scia di Mario Draghi, che al Senato ha dichiarato che sostenere il suo governo "significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro, significa condividere la prospettiva di un'Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune”. 

L’ipotesi di un bilancio comune però ha sempre trovato la forte opposizione dei cosiddetti ‘falchi dell’austerity’ che temono questo possa determinare trasferimenti permanenti a favore dei paesi più indebitati. E sappiamo che per questi fanatici del rigore il debito risulti essere quanto di peggio possa esistere sulla faccia della Terra. 

Le storture dell’eurozona

I malfunzionamenti, le storture e i meccanismi perversi dell’eurozona sono d’altronde ben noti. E colpiscono duro penalizzando diversi paesi. Non esclusivamente quelli del sud Europa. Secondo quanto reso noto da Eurostat la Francia ha battuto il record per il peggior deficit commerciale nella storia della zona euro. 

Il poco ragguardevole primato raggiunto da Parigi ha scatenato la furia in Francia dopo che sia il presidente Emmanuel Macron che l'UE non sono riusciti a fornire soluzioni a una crisi finanziaria sempre più stagnante nel blocco.

L'analista francese Nicolas Meilhan lo ha definito un "triste record" ed ha esortato il presidente Macron a fare della questione la sua priorità nazionale.

A tal proposito ha scritto su Twitter: “La Francia ha probabilmente battuto un triste record europeo: il peggior deficit commerciale che uno Stato europeo abbia mai registrato: -82,5 miliardi di euro nel 2020.

"Ho davvero difficoltà a capire perché l'eliminazione di questo deficit record non sia LA priorità nazionale".

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