L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 2 febbraio 2021

Libero da Euroimbecilandia il Regno Unito si muove velocemente per fare accordi commerciali convenienti

GB. LONDRA CHIEDE FORMALMENTE DI ENTRARE NEL CPTPP
1 Febbraio 2021


di Alberto Galvi –

Il Regno Unito ha chiesto formalmente di entrare a far parte del CPTPP (Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership), un blocco commerciale di 11 Paesi, con i negoziati che inizieranno entro la fine dell’anno.
La richiesta al CPTPP arriva un anno dopo che il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea, dopo oltre quarant’anni di adesione e dopo cinque anni di complesse discussioni commerciali.
Il governo britannico con l’adesione al CPTPP rimuoverà le tariffe su bevande, automobili e cibo, contribuendo a rafforzare i settori della tecnologia e dei servizi.
Il CPTPP è in vigore dal 2018, ma non è né un mercato unico né un’unione doganale, quindi i Paesi membri non sono tenuti ad avere normative e standard identici. Il Regno Unito è il primo Paese non fondatore a presentare domanda di adesione e in caso di successo sarebbe dopo il Giappone la seconda economia più grande del blocco.
Da quando ha lasciato l’Unione Europea, il Regno Unito ha espresso chiaramente il suo desiderio di aderire all’accordo globale e progressivo per il CPTPP rimuovendo la maggior parte delle tariffe tra Australia, Brunei, Canada, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Cile, Giappone, Perù, Singapore e Vietnam.
Inizieranno quest’anno i negoziati formali, mentre per richiedere di aderire al CPTPP il segretario al commercio internazionale Liz Truss ha parlato ai ministri omologhi in Giappone e in Nuova Zelanda.
L’adesione al CPTPP rafforzerebbe l’accesso del Regno Unito ai mercati in rapida crescita e alle principali economie, tra cui Messico, Malesia e Vietnam, a vantaggio delle imprese britanniche. Altri Paesi come Corea del Sud, Taiwan, Cina e Thailandia hanno espresso interesse ad aderire.
Il governo britannico aveva già accordi commerciali con la maggior parte delle nazioni del CPTPP che sono stati rinnovati. L’anno scorso sono stati firmati accordi di libero scambio con il Giappone e Singapore.
Il Regno Unito ha inoltre concluso un accordo di libero scambio con il Vietnam, accordi di continuità con Canada, Messico e Perù, nonché un accordo di associazione con il Cile. Sono in corso negoziati per accordi di libero scambio con l’Australia e la Nuova Zelanda, mentre lasciano Malesia e Brunei.
Con il CPTPP i Paesi possono concludere i propri accordi commerciali come il Regno Unito ha fatto con l’Ue. Inoltre il Regno Unito sta cercando di raggiungere accordi con gli Usa, che non fan parte del partenariato a cui non appartiene neanche la Cina.

Nessun commento:

Posta un commento