L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 7 febbraio 2021

L'ideologia delle INGERENZE nella politica degli altri paesi si dispiega. Gli Stati uniti non riescono proprio a guardare il proprio ombelico dove vige la dittatura dei ricchi sulle masse diseredate dove la sanità e l'istruzione sono a pagamento

MONDO
Blinken: «La Cina rispetti i diritti di Hong Kong, Tibet e uiguri»

Primo contatto tra il nuovo segretario di Stato Usa e Pechino. Il ministro di Biden chiede inoltre alla Repubblica popolare di condannare il golpe in Birmania
Biden: "L'America è tornata, la diplomazia è tornata!" (chi sa dove era andata?)

6 febbraio 2021

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha esortato venerdì sera la Cina a rispettare i diritti di uiguri, Tibet e Hong Kong durante il suo primo contatto con il governo di Pechino da quando Joe Biden è salito al potere. Lo rende noto il dipartimento di Stato americano. «Gli Stati Uniti continueranno a lottare per i diritti umani e i valori democratici, anche nello Xinjiang, in Tibet e a Hong Kong», ha detto Blinken all’alto responsabile diplomatico cinese Yang Jiechi durante un colloquio telefonico. Il colloquio non si è fermato tuttavia alla situazione interna della Repubblica popolare.

La condanna del colpo di stato in Birmania

Il segretario di Stato Blinken ha infatti «esortato la Cina a unirsi alla comunità internazionale nella sua condanna del colpo di Stato militare in Birmania». Gli Stati Uniti, aggiunge il comunicato, riterranno Pechino «responsabile dei suoi tentativi di destabilizzare la regione indo-pacifica, compreso lo Stretto di Taiwan, e dei suoi attacchi contro le regole stabilite dal sistema internazionale».

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Arrestato australiano collaboratore di Aung San Suu Kyi

Intanto, proprio sul versante del colpo di stato in Birmania, si registrano sviluppi: Sean Turnell, un professore australiano consigliere economico della deposta leader Aung San Suu Kyi, è stato arrestato dai militari che hanno preso il potere a Rangoon. Lo riferisce la Bbc. Si tratta del primo arresto conosciuto di un cittadino straniero dopo il golpe. Turnell è il direttore del Myanmar Development Institute e sui social aveva definito «straziante e un disastro per l'economia» la notizia del colpo di stato. «Sono stato arrestato, forse accusato di qualcosa, può essere qualsiasi cosa, ovviamente», ha affermato, citato dalla Bbc.

Blackout di internet in tutto il paese

La Birmania sta sperimentando «blackout di internet» in tutto il Paese, pochi giorni dopo il colpo di Stato che ha rovesciato il governo di Aung San Suu Kyi. Lo rende noto la ong NetBlocks. Le interruzioni del servizio «sono iniziate intorno alle 10 ora locale (le 4.30 in Italia), ha detto l’organizzazione di sorveglianza web. Questi blackout hanno un’ampiezza simile a quelli che erano stati notati al momento del golpe di lunedì, secondo la ong. La situazione in Birmania resta caldissima. Circa un migliaio di cittadini hanno manifestato a Rangoon per protestare contro il colpo di Stato. «Abbasso la dittatura militare», hanno gridato i manifestanti sventolando bandiere rosse con i colori del partito della’ex leader, la Lega nazionale per la democrazia (Lnd).

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