L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 febbraio 2021

L'inflazione dipende dalla massa monetaria in circolazione e dalla scarsità dell'OFFERTA a fronte di una DOMANDA elevata. Petrolio e cibo stanno alzando lievemente, per il momento, la testa

Rosengren (Fed) non crede a impennata inflazione: ‘Sorpreso se si assesta a target 2% prima di fine 2022’

17/02/2021 17:21 di Titta Ferraro

I funzionari della Fed non si mostrano preoccupati per un balzo immediato dell’inflazione. “E’ improbabile che l’inflazione raggiunga l’obiettivo del 2% della Fed su base sostenuta almeno fino al 2022, ha detto il presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren,

Rosengren prevede che nei prossimi mesi si assisterà a una ripresa dell’inflazione, con prezzi di cibo ed energia che possono aumentare poiché alcune aree dell’economia stanno affrontando alcune carenze. “Ma ciò che vogliamo veramente per l’inflazione è che il tasso di inflazione su base generale sia a un livello sostenuto del 2%. Non credo che lo vedremo quest’anno. Sarei sorpreso se lo vedessimo prima della fine del prossimo anno”, ha concluso l’economista.

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