L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2021

Non ne usciamo fuori

Gli italiani hanno votato anche troppo

Maurizio Blondet 4 Febbraio 2021

.. e sempre solo pesi leggeri. Leggerissimi. Palloncini.

Uno mi apostrofa: “Ma non ricordi quello che disse Cossiga di lui?”, il che alla fine è offensivo: volete che non ricordi? Son diventato scemo? Sono stato fra i primi a parlare di Draghi sul Britannia. Un altro deride Giorgia Meloni: “Propone l’astensione – la nostra opposizione più tosta”, senza capire che la poveretta non può far altro per tenere unito il cdx (che comunque si spacca). Da disperare di voi, lettori.

Su Draghi so il peggio e l’ho detto. E tuttavia, condivido la condizionate speranze di Zibordi, Becchi e Liturri:

alla BCE Draghi è passato alla storia per avere “stampato moneta” e ha funzionato – chi pensa che farà l’austerità non ha capito che non è un burattino come Monti – A Goldman Sachs c’è stato 17 anni fa, a 73 anni non deve fare soldi o farsi assumere a JP Morgan – STAMPERA’ SOLDI…

Perché un comprovato nemico dell’Italia suscita qualche speranza del genere da parte di competenti, sapete cosa vuol dire? Che noi – come popolo – non siamo stati capaci di far emergere una classe dirigente.

Per questo non sono tanto d’accordo nemmeno con l’amico Danilo Quinto e tutti gli altri che dicono: “Le elezioni sono l’unica soluzione politica, la sola via maestra”.

Perché appunto il voto dimostra , ha ripetutamente confermato che non siamo capaci di identificare e mandare al potere una classe dirigente; bisogna concludere che una tale classe dirigente non c’è, o precisamente, questo popolo esclude i veri e potenziali dirigenti dal suo orizzonte, per una radicale incapacità di reggersi con dignità nella storia.

Negli anni ’90 ho votato Berlusconi: gli italiani lo plebiscitarono perché era il patron del Milan e aveva le tv leggere , ma si presentava come un imprenditore lombardo (quindi classe dirigente, speravo) e aveva un progetto politico esplicito e coerente a cui avevano collaborato personalità di livello intellettuale alto, e alcune conoscevo di persona, Gianni Baget Bozzo, Antonio Martino, Enzo Tortora altri ancora, un gruppo che poteva costituire un nucleo di consiglieri politico-culturali capaci di imprimere un nuovo corso all’Italia. E Berlusconi che fa? Riempie le liste di Forza Italia, e quindi il Parlamento delle sue badanti sessuali , giovani profesionista che ovviamente non hanno veruna idea politica (né altra), e yes men di cui s’innamora e disamora vorticosamente.

La sua dimensione: la macchietta.

Con ciò mostrando la falla, prima che intellettuale, morale: invece di pagarsi da sé le sue badanti, le mette a carico di noi contribuenti; è un atto di disonestà fondamentale e di totale irresponsabilità verso l’elettorato, la non volontà di elevarsi al disopra del suo vizio privato. A monte tutto il progetto, trascurate e messe in un angolo le persone capaci, intelligenti e responsabili (ho rivisto recentemente in tv il professor Antonio Martino, uno dei messi da parte), e lui ridotto a macchietta di sè stesso che è ancora lì a far danni.
Abbiamo votato solo disturbati mentali. Non può essere un caso

Ho – abbiamo – votato Gianfranco Fini. L’ho anche conosciuto un poco, e la cosa che più mi colpì è che non era un neofascista, benché fosse cresciuto e selezionato da Almirante come segretario nazionale del Fronte della Gioventù . Non era nemmeno d i destra. Non era propriamente nulla. Non aveva alcuna ideologia, né idea politica, né idea quale che fosse.



Ad un certo momento, presidente della Camera, terza carica dello Stato, qualcuno lo convince a tramare per prendere il posto di Berlusconi. Fa molti voli a Londra con gli executive di stato e la nuova e più costosa donna, la Tulliani dalla cui famiglia si farà inguaiare in modo ripugnante e ridicolo: la casa di Montecarlo , del partito, che lui vende l cognatino; a processo, il giudice potrà scrivere che Fini aveva messo “la sua posizione politica” a disposizione di Francesco Corallo che nascondeva in società offshore i proventi delle tasse evase in Italia, cosa che ha portato al sequestro di due polizze vita per un totale di un milione di euro.


Terza carica dello Stato: un bel trampolino per chi vuol essere “classe dirigente”. Ma Fini non ne ha mai avuto non dico la capacità, ma nemmeno l’aspirazione. Che dico l’aspirazione; nemmeno il minimo sospetto che poteva mirare più in alto che alla casa di Montecarlo e agli affari con tale Corallo.

E vogliamo parlare dell’altra presidente della camera che ho conosciuto? Irene Pivetti? Allora faceva la cattolica reazionaria, vandeana; come scoprii poi, perché “frequentava” un fidanzato con quelle idee o pressappoco. Cambiato fidanzato, cambiò ideologia, un giorno mi stupì rivelando che era sulle posizioni di Ciriaco De Mita, che ammirava; poi anche lei si mise a tramare contro Berlusconi…Provai a dare qualche suggerimento, giovane com’era doveva mirare a diventare anche presidente della Repubblica a 60 anni, se si sforzava di diventare classe dirigente. Tutto inutile. Si sentiva già arrivata. Incapace persino di prevedere il futuro – il proprio.

La consigliai: Mira a diventare capo dello Stato a 60 anni….

Ho capito dopo che il fatale elemento di corruzione e alienazione psichica sta nei benefici che vengono con la carica. Il presidente della camera deve abitare alla Camera: in un appartamento di lusso di 600 metri quadri, con mobili d’antiquariato supremo, e cameriere, guardarobiera, maggiordomo, cuoco. Sei ossequiato ed adulatori, hai incontri internazionali; ti telefona il capo dello Stato, i segretari dei partiti, i giornalisti tv di grido…se sei un animo piccolo impreparato, non puoi non sentirti una t regina al centro del potere e dei suoi intrighi, di cui ti sembra di capire tutto. A lei telefonavano spesso Oscar Luigi Scalfaro e Luciano Violante, potentissimo manovratore di magistratura e PCI poi PD. So che la indussero a tramare.. Non conosco i dettagli. So che quelli, i marrpioni, non hanno mai perso il potere, lei è sparita dopo aver tentato di riciclarsi come ballerina tv, quarantenne e stortignaccola.

Ho constatato come il godimento di quei segni esterni del potere provochi in queste anime senza personalità un’alterazione delirante dell’Ego unita a vuotaggine estrema, che andrebbe studiata psichiatricamente. Tremo ad immaginare come si senta oggi il Fico, risalito dai centri sociali di Napoli.

Passiamo oltre: Salvini. Scrissi che aveva scelto persone migliori di lui: segno e sintomo dell’intenzione di circondarsi di una classe dirigente. Lo votati e lo feci votrare. Nel giro di pochi mesi l’abbiamo visto salire nel favore popolare e precipitare nel nulla attuale, incapace parolaio, con sintomi di debolezza mentale, provocando nel frattempo l’odio delle oligarchie “europeiste” di cui ha sottovalutato completamente la forza schiacciante e la spietata ferocia… ed ora cerca di uscire dall’angolo accreditandosi come europeista moderato …. Probabilmente nel momento in cui la UE sta per sgretolarsi essendo la Merkel in uscita e le donnette che ha mandato a Bruxelles travolte dagli scandali.

E che dire dei 5 Stelle? Votati e stravotati, hanno fatto salire al potere veramente cani e porci, gente raccolta ai crocicchi, proclamanti “Onestàh onestah” – ed oggi epitome stessa della disonestà, attaccati (per 15 mila euro al mese) ad un Conte – uno dei loro, capo del governo più meridionale della storia, ossia più tecnicamente arretrato e ignaro delle esigenze di una società complessa, che ha perso un anno senza far nulla dilapidando 150 miliardi. Questo è un punto cruciale: Conte è stato portato dai grillini nella stanza de bottoni, e non ha trovato i bottoni. Nessun progetto, e ancor meno una idea di come attuarlo.

Come tutti i grillini che si sono acchittati in subordine ai piddini, la peggiore delle cosche senza classe dirigente: mezzo secolo di potere e sottopotere, infarciti di loro agenti nei media pubblici, con la GGiustizzia-palamara totalmente loro, centinaia di “Nomine” di amici loro nel deep state de noantri, e non hanno fatto che obbedire ai rovinosi dettami ideologici “eurocratici” – applicando l’austerità che ha rovinato irreversibilmente il Paese, senza mai saper avanzare una proposta alternativa autonoma.

Hanno dato regalato Autostrade a Benetton; stanno attuando il programma di vaccinazioni di Bill Gates e del Grand Reset ; hanno privatizzato quel che ancora restava dopo Draghi e Ciampi; hanno dato la la loro forza elettorale a Monti, un tecnocrate in ritardo tecocratico, idiota malvagio; e adesso la danno a Draghi che promette d i fare il contrario di Monti – e speriamo che lo faccia.

Coi 5Stelle, la logica della democrazia e del voto – uno vale uno – è stata applicata nel modo più compiuto, totale – e terminale. Abbiamo raschiato il fondo del barile elettorale, e non è venuta fuori una classe dirigente. Basta col voto.


Nessun commento:

Posta un commento