L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 febbraio 2021

Quasi impossibile lavorare in una situazione incancrenita da anni e anni di corruzione e inadempimenti, falcidiata la struttura amministrativa con cui dovrebbe tentare di sanare una situazione che dire marcia è dire poco

Sanità Calabria, il commissario Longo vicino alle dimissioni: lasciato solo con scandali e criticità

Il superpoliziotto aveva deciso di gettare la spugna, poi ha desistito. A gravare sul suo già difficile compito c’è ora l’inchiesta sui bilanci falsi all’Asp di Cosenza nella quale sono coinvolti anche funzionari e dirigenti che negli ultimi anni si sono avvicendati alla guida del Dipartimento regionale Tutela della salute (ASCOLTA L'AUDIO)

di Luana Costa
11 febbraio 2021 20:45

Il commissario ad acta, Guido Longo

Le scosse telluriche prodotte dall'inchiesta istruita dalla Procura bruzia sui falsi bilanci dell'azienda sanitaria provinciale di Cosenza si sono avvertite anche a Catanzaro. Alla Cittadella regionale, dove al terzo piano ha sede la struttura commissariale, gli avvisi di garanzia e le misure cautelari notificate dalla Guardia di Finanza lo scorso venerdì non sono di certo passate inosservate.

Dipartimento sotto accusa

Uno tsunami giudiziario che questa volta ha colpito frontalmente anche il cuore amministrativo della sanità mettendo sotto accusa l’intera gestione commissariale e non solo. Indagati tutti i commissari che finora hanno retto le sorti della sanità in Calabria da quando è stato sottoscritto il piano di rientro – Massimo Scura e Saverio Cotticelli - ma anche funzionari e dirigenti che negli ultimi anni si sono avvicendati alla guida del dipartimento regionale Tutela della Salute. Vincenzo Ferrari, attuale dirigente deputato al controllo dei bilanci delle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi e Antonio Belcastro, all’epoca dei fatti dirigente del dipartimento e attuale delegato del soggetto attuatore per l’emergenza Covid da quando il neo commissario, Guido Longo, gli ha rinnovato fiducia e incarico.

Le dimissioni meditate


Un terremoto che ha scosso dalle fondamenta il terzo piano della Cittadella e i suoi inquilini conducendo anche l’attuale commissario ad acta, Guido Longo, a ripensare alla possibilità di continuare a svolgere il mandato conferitogli il 27 novembre scorso dal Consiglio dei Ministri. All’indomani dell’inchiesta della Procura di Cosenza, infatti, anche il prefetto e superpoliziotto ha pensato di gettare la spugna. Un proposito perdurato per la verità solo la spazio di qualche giorno e che per ora sembra essere stato archiviato. Lo scorso fine settimana, infatti, il commissario ad acta era sul punto di dimettersi prima di ripensarci e decidere di proseguire il suo mandato.

Dejà vu

Un dejà vu per la Calabria dal momento che l’ipotesi di poter essere lambito e trascinato in una inchiesta giudiziaria aveva già indotto l’ex commissario ad acta, Saverio Cotticelli, ad annunciare le sue dimissioni durante la drammatica seduta del tavolo di verifica degli adempimenti del 9 ottobre scorso quando da Roma gli si chiesero lumi sul disavanzo monstre spuntato fuori per la prima volta dai bilanci del policlinico universitario di Catanzaro nel rendiconto 2019.

Armi spuntate

L’epilogo è a tutti noto. La scrivania di Saverio Cotticelli, è oggi occupata da Guido Longo dopo molti rifiuti e defezioni. Un inedito per la Calabria, come inedite sono le condizioni lavorative dell’attuale commissario ad acta costretto nell’improba opera di risanamento dei conti calabresi senza il supporto di una struttura amministrativa. Il decreto Calabria bis prevede, infatti, la nomina di uno o più sub commissari che avrebbero dovuto affiancare Longo nella gestione finanziaria e sanitaria.

«Legalità, innanzitutto»

Ma il plenipotenziario della sanità in Calabria dopo le dimissioni di Maria Crocco è rimasto solo e supportato dagli uffici del dipartimento finiti in parte sotto accusa proprio per non aver vigilato sui bilanci, oggi ritenuti falsificati dalla Procura di Cosenza. Probabilmente un rospo troppo grosso da mandare giù per il servitore dello Stato che insediandosi alla Cittadella aveva annunciato un nuovo corso e dichiarato: «Legalità, innanzitutto».

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