L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 16 febbraio 2021

Se la richiesta dei titoli italiani è così alta e con interessi bassi ci si spieghi a cosa serve il Recovry Fund un VINCOLO ESTERNO che ci dice anche come spendere i soldi a nostra disposizione? MAH non si potrà mai capire questa non logica

Italia: è boom per i primi bond dell’era Draghi, richieste per oltre 100 miliardi


16 Febbraio 2021 - 18:07

La domanda delle prime obbligazioni emesse durante l’era Draghi è già da record per l’Italia. I Btp a 10 e 30 anni del Tesoro hanno richieste per oltre 100 miliardi.


Italia: il debito pubblico sempre più attraente per gli investitori.

Il Mef ha emesso nuovo titolo di Stato a 10 anni e un altro indicizzato all’inflazione con scadenza a 30 anni: le richieste hanno già raggiunto un valore totale di più di 100 miliardi di euro.

Non si placa, quindi, l’euforia per le obbligazioni italiane, ora alimentata dalle aspettative sul Governo Draghi.
Btp Italia: è boom di richieste, effetto Draghi?

Il Tesoro ha emesso sul mercato del debito due nuove obbligazioni: un Btp (attraverso un sindacato delle banche Citi, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Nomura, Mps) con scadenza agosto 2031 e un Btpei indicizzato all’inflazione di durata fino a maggio 2051.

Il successo è assicurato: l’Italia, infatti, ha collezionato 85 miliardi di euro nella domanda per il primo Btp decennale da quando Mario Draghi ha preso le redini del Paese.

La nazione torna alle obbligazioni convenzionali a 10 anni per la prima volta da giugno, quando ha ottenuto una richiesta record di 108 miliardi di euro.

Inoltre, gli investitori hanno anche effettuato 20 miliardi di euro di ordini per il debito trentennale indicizzato all’inflazione.

Analisti di Marzotto Sim, intervistati da Milano Finanza, hanno sottolineato che“ è un record storico per l’ammontare delle richieste sul decennale, dovrebbe chiudere con un rendimento dello 0,58%, tendenzialmente il più basso in termini assoluti”

I rendimenti dei titoli di Stato italiani sono crollati ai minimi storici la scorsa settimana sui segnali che l’ex presidente della Banca centrale europea Draghi avrebbe guidato un Governo con un sostegno quasi unanime.

La domanda di debito pubblico è rimasta forte quest’anno, grazie anche all’enorme sostegno della BCE. L’Italia ne sta beneficiando particolarmente, aiutata anche dalla svolta alla crisi economica, con effetti straordinari su spread e fiducia dei mercati.

I principali obiettivi politici di Draghi saranno capire come spendere i soldi del Recovery Fund e orientare di l’Italia verso la crescita.

Nessun commento:

Posta un commento