L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 febbraio 2021

si stampano miliardi e miliardi che vanno a inondare il sistema finanziario e niente per la creazione di posti di lavoro. Per esempio nell'adeguamento e manutenzione delle infrastrutture che cadono a pezzi. Nel creare una sanità e una scuola pubblica efficiente, nella creazione di un sistema pensionistico adeguato. Nell'accompagnare ogni membro delle comunità ad avere diritti sociali e non lasciarli in balia al mitico mercato che sa succhiare solo soldi pronto ad implodere in qualsiasi momento

ECONOMIA

La Federal Reserve ha lanciato l'allarme occupazione

"Le disparità economiche che erano già troppo ampie si sono ulteriormente allargate", ha detto il presidente Jerome Powell. Tuttavia alla lunga sui listini Usa, i tecnologici hanno agito da freno, in particolare Tesla che cala di oltre il 5%

USA FED
aggiornato alle 23:23 10 febbraio 2021


©
ANDREW CABALLERO-REYNOLDS / AFP - Powell, Fed


AGI - "Le disparità economiche che erano già troppo ampie si sono ulteriormente allargate" con la pandemia. Lo ha detto il presidente della Fed, Jerome Powell, parlando all'Economic Club di New York, ed evidenziando che i "rischi per l'economia Usa restano orientati al ribasso". Powell, in videoconferenza, ha lanciato un accorato 'allarme lavoro' e Wall Street, nell'immediato, ha reagito positivamente, passando da negativa a positiva. Tuttavia alla lunga sui listini Usa, i tecnologici hanno agito da freno, in particolare Tesla che cala di oltre il 5%, Cisco a -2,6% e anche Amazon giù di circa mezzo punto. Al termine della giornata i listini di New York si prendono una pausa, chiudendo misti: lo S&P perde lo 0,03% e il Nasdaq lo 0,25%. In compenso il Dow Jones avanza dello 0,2% e tocca un altro record a 31.438 punti.

In precedenza i mercati avevano ascoltato con interesse il presidente della Fed. Il mercato del lavoro Usa, ha detto Powell, è "molto lontano dall'essere forte". Il ritorno alla piena occupazione "non sarà facile": il tasso di disoccupazione reale a gennaio è vicino al 10%, e non al 6,3% come indicano le statistiche ufficiali. In ogni modo la Fed farà "tutto il possibile" per promuovere l'occupazione e "continuerà a sostenere l'economia americana con bassi tassi di interesse e acquisti di asset". In altre parole, la banca centrale Usa si asterrà dall'aumentare i tassi di interesse o dal ridurre il ritmo dei suoi acquisti nel prossimo futuro.

"E' appropriato mantenere i tassi d'interesse vicini alle zero finchè l'economia non avrà raggiunto la massima occupazione e l'inflazione non sarà salita al 2%" ha aggiunto Powell, secondo il quale "una politica monetaria pazientemente accomodante" sarà un fattore decisivo per risanare l'economia fare in modo che i lavoratori, in particolare quelli a basso reddito, possano trovare lavoro. Tuttavia, aggiunge Powell, "la politica monetaria da sola non sarà sufficiente" per riportare il mercato del lavoro alla piena occupazione. "Occorrerà un impegno a livello di società, con contributi da parte di tutto il governo e del settore privato".

"Raggiungere e restare alla piena occupazione non sarà facile" ha precisato il numero uno della Fed. "I lavoratori e le famiglie che lottano per trovare il loro posto nell'economia post-pandemia avranno probabilmente bisogno di un sostegno continuo", ha aggiunto. "Lo stesso vale per molte piccole imprese che probabilmente prospereranno di nuovo una volta che la pandemia sarà alle nostre spalle". A tal fine secondo Powell la "politica fiscale è uno strumento essenziale" e quantificare "la spesa fiscale dipenderà dal Congresso, non dalla Fed".

Nessun commento:

Posta un commento