L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 1 febbraio 2021

Stati Uniti sempre più ridicoli e inaffidabili sono sempre gli altri che non rispettano gli accordi

ESTERO
Gli Usa non si ritireranno dall'Afghanistan a fine aprile

Non verranno attuate le previsioni dell'accordo tra Trump e i talebani. "Le condizioni non sono state rispettate e, con la nuova amministrazione Usa, la politica sarà modificata", ha detto un alto funzionario della Nato.

aggiornato alle 12:5231 gennaio 2021

Soldati americani in Afghanistan

AGI - Gli Stati Uniti non ritireranno a fine aprile i 2.500 militari rimasti in Afghanistan come previsto dall'accordo di pace stretto dall'amministrazione Trump e dai talebani lo scorso febbraio. Lo riferiscono alla Reuters fonti della Nato. 

"Non ci sarà nessun ritiro completo degli alleati a fine aprile", ha detto un alto funzionario della Nato all'agenzia stampa britannica, "le condizioni non sono state rispettate e, con la nuova amministrazione Usa, la politica sarà modificata". Al posto di un "ritiro affrettato", ha aggiunto la fonte, "potremmo assistere a una strategia d'uscita molto più meditata".

Giovedì scorso John Kirby, portavoce del Pentagono, aveva accusato i talebani di "non rispettare i loro impegni a rinunciare al terrorismo e a fermare le aggressioni contro le forze di sicurezza afghane", il che "rende difficile comprendere quale direzione possa prendere il negoziato". Kirby aveva aggiunto che il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, stava ancora valutando che decisioni prendere in merito al contingente Usa di stanza in Afghanistan.

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