L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 febbraio 2021

Tana per gli ebrei sionisti non possono passare per vittime per cui sono dei maestri, sono persecutori e applicano torture e trattamenti inumani ai palestinesi

L'appello dell'Onu a Israele: 'Basta con le torture e i trattamenti inumani'
L'appello arriva dopo che il mese scorso il procuratore generale del Paese ha concluso le indagini sulle "tecniche di interrogatorio potenziate" messe in atto dall'Agenzia israeliana per la sicurezza

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La sede dell'Onu a Ginevra © ANSA/EPA

Redazione ANSAROMA
09 febbraio 202113:32NEWS

Il ricorso a "tecniche di interrogatorio potenziate" o all'adozione di "misure eccezionali" durante gli interrogatori in Israele rischia di provocare confessioni forzate, che il divieto di tortura e maltrattamenti previsto dal diritto internazionale ha lo scopo di prevenire. E' quanto dichiarano gli esperti dei diritti umani dell'Onu che hanno rivolto un appello ad Israele perché garantisca il giudizio immediato per i responsabili di tortura e di altri trattamenti crudeli, disumani o degradanti.

L'appello arriva dopo che il mese scorso il procuratore generale del Paese ha concluso le indagini sulle "tecniche di interrogatorio potenziate" messe in atto dall'Agenzia israeliana per la sicurezza contro Samer Al-Arbeed, un palestinese arrestato nel 2019 con l'accusa di coinvolgimento nell'esplosione di una bomba. Al-Arbeed, secondo le informazioni reperite dagli esperti Onu, era in buone condizioni di salute quando è stato arrestato il 25 settembre 2019 dopo un sospetto attacco nella Cisgiordania occupata avvenuto in agosto, in cui una ragazza israeliana di 17 anni è stata uccisa e suo padre e suo fratello sono rimasti feriti. Nel giro di 48 ore, riferiscono gli esperti Onu, Al-Arbeed è stato ricoverato in ospedale con ferite potenzialmente letali e ora è ''in condizioni fisiche e psicologiche irreparabili".
"Siamo allarmati dall'incapacità di Israele di perseguire, punire i responsabili della tortura e dei maltrattamenti subiti da Al-Arbeed. La lotta contro questi abusi non è a discrezione del governo o della magistratura, ma è un obbligo assoluto ai sensi del diritto internazionale", hanno insistito gli esperti.
"Consentire ai singoli agenti di usare l'argomento della 'necessità di difendersi', nell'ambito dell'azione penale contro di loro, è un grave difetto del sistema giudiziario israeliano che giustifica efficacemente l'interrogatorio coercitivo di persone sospettate di possedere informazioni sulle operazioni militari. Questa difesa errata garantisce di fatto l'impunità per misure investigative che equivalgono alla tortura", hanno aggiunto.

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