L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 febbraio 2021

Teniamoci forti arriveranno miliardi di aiuti all'OFFERTA ignorando come sempre la DOMANDA nel proseguo del migliore aiuto di stato ignorando la disoccupazione altissima e allineandoci al capitalismo di Euroimbecilandia. E' arrivato lo stregone maledetto, niente di nuovo sotto il sole

Draghi e Franco rottameranno finalmente i metodi Gualtieri per aiutare le imprese?

22 febbraio 2021


Il governo Draghi sta studiando un decreto – per utilizzare i 32 miliardi di indebitamento netto autorizzati dal Parlamento – a favore delle aziende in crisi emulando quanto già fatto da Olanda, Germania, Polonia, Slovenia, Austria e Danimarca che hanno seguito un quadro normativo consentito dalla Commissione Ue

Si apprende che entro la fine della prossima settimana vedrà finalmente la luce un decreto legge che dovrebbe utilizzare i 32 miliardi di indebitamento netto autorizzati dal Parlamento a metà gennaio e rimasti in attesa di norme che ne disponessero l’utilizzo, a causa della crisi di governo da poco risolta.

Spetterà al ministro dell’Economia, Daniele Franco, spendere al meglio una somma che porterà il deficit/PIL previsto per il 2021 intorno al 9%, dal 7% previsto con l’ultima legge di bilancio.

Pare che tra Palazzo Chigi e via XX Settembre sia in corso un febbrile lavoro dei tecnici per disegnare su misura l’abito degli aiuti per le imprese che, già danneggiate dalle misure di contenimento subite in primavera, hanno subito il secondo colpo a partire da fine ottobre.

Ci perdoneranno i lettori se gli riveliamo già il finale del film. Quello che viene presentato e che sarà osannato come il primo formidabile intervento del governo Draghi è un film che all’estero è in proiezione già dall’inizio di novembre.

Infatti il 13 ottobre la Commissione ha approvato la quarta modifica al Quadro Temporaneo degli aiuti di Stato, consentendo ai rispettivi governi nazionali l’erogazione, sempre previa autorizzazione della Commissione, di sussidi dal 75% al 90% dei costi fissi non coperti da ricavi (sostanzialmente dalle perdite di conto economico) per le imprese che hanno subito un calo di fatturato superiore al 30% in un periodo a scelta tra il 1 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2021. Il tetto massimo di aiuto per impresa era inizialmente di 3 milioni ed è poi stato portato a 10 milioni dalla quinta modifica al Quadro Temporaneo.
          
Subito dopo l’approvazione della quarta modifica ad ottobre, mentre noi ci trastullavamo con insignificanti decreti “ristori”, molti altri Paesi hanno predisposto opportuni aiuti sfruttando questa facoltà concessa dalla Commissione. L’elenco è lunghissimo ed è consultabile qui. Olanda, Germania, Polonia, Slovenia, Austria, Danimarca… in tanti sono subito partiti con la nuova tipologia di aiuti ammessi dalla Commissione o potenziando altre tipologie di aiuti già autorizzate.

Già il 31 gennaio vi abbiamo descritto con dovizia di particolari i maggiori aiuti consentiti dalla Commissione. Vi abbiamo anche parlato dell’”abilità” della Germania nel giustificare gli aiuti a fronte di “eventi eccezionali” anziché di “grave turbamento dell’economia”. La differenza non è banale e consiste nella sostanziale assenza di limiti agli aiuti per ciascuna impresa. Ma l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri si è limitato ad adeguare a questo nuovo schema un preesistente regime di aiuti regionali. Un insignificante miliardo in più di aiuti erogabili dalle Regioni.

Quindi tenetevi pronti. Ve lo presenteranno come un film nuovo e bellissimo, ma sarà solo una seconda visione. Il “red carpet” si è già tenuto almeno quattro mesi fa. Siamo noi ad essere in ritardo.

Speriamo che questa volta il ministro Franco riesca a mettere sul piatto qualcosa di buono.

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