L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 29 marzo 2021

Amburgo dove l'influenza covid viene studiata attraverso il decorso della malattia con gli esami autoptici

” Nessuna differenza con l’influenza”
28 marzo 2021


Clamorosa intervista al dottor Klaus Püschel, direttore del centro di medicina legale dell’ UKE, la Clinica Universitaria di Amburgo-Eppendorf l’unico centro in Germania dove viene compito l’esame autoptico su tutte le vittime attribuite al coronavirus nella metropoli tedesca che è anche un Land della Repubblica federale. Püschel che probabilmente ha la maggiore esperienza al mondo in questo campo ha fatto delle dichiarazioni che cambiamo e di molto la narrativa sulla pericolosità del Covid stimolata dai governi di tutto il mondo, molti dei quali hanno anche scoraggiato in maniera insensata ( o forse intenzionalmente insensata) le autopsie. Ma Püschel le ha effettuate comunque, sapendo che il modo migliore per aiutare i vivi è quello di studiare i morti che è sempre avvenuto nella storia della medicina-

Oltre a ricordare come i deceduti abbiano tutti altre patologie serie, che hanno anche un’età media che coincide o è addirittura superiore a quella della vita media, che bambini, giovani e persone in età lavorativa che non abbiano gravi problemi di altro tipo, hanno ben poco da temere, Püschel esprime un concetto essenziale: ovvero che le persone che sono morte per Covid sarebbero decedute per l’attacco di qualsiasi virus, influenza in primis.
Il che fa sospettare che la concentrazioni di anziani negli ospedali che già fanno molte vittime di loro (50 mila l’anno solo in Italia) dovuta all’allarme Covid sia in qualche modo all’origine dell’aumento anomalo dei decessi nelle fasce di età più avanzate: semplicemente perché la situazione ha favorito i contagi che generalmente sono meno diffusi durante le epidemie influenzali che passano senza allarmismi.


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