L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 1 marzo 2021

Calabria - l'elezioni non sono una panacea ma un momento indicativo dello stato dell'arte

Elezioni Regionali: il tempo scorre e sembra di assistere ad una partita a scacchiLe compagini politiche calabresi studiano il da farsi con occhio agli avversarsi

28 Febbraio 2021 14:19


Tic-tac-tic-tac… le lancette dell’orologio corrono ed il countdown verso le elezioni Regionali continua a scorrere. Domenica 11 aprile i calabresi saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio e della Giunta Regionale, un appuntamento già rinviato una volta poiché precedentemente erano state fissate al 14 febbraio, ma rinviate per l’emergenza pandemica. Ed è proprio l’andamento del contagio del Coronavirus che potrebbe farle slittare nuovamente, si vocifera maggio, giugno, o addirittura settembre. Ma sono solo voci che – al momento – non trovano nessun riscontro pratico e, dunque, la Calabria tornerà al voto l’11 aprile.

Dal punto di vista meramente politico, sembra di assistere ad una partita a scacchi: gli uni osservano le mosse degli altri per decidere come muoversi sulla scacchiera. Il candidato del centrosinistra, il dem Nicola Irto, ha annunciato a Fanpage.it i temi prioritari da affrontare – sanità, rifiuti e infrastrutture – e ha spiegato di rappresentare l’alternativa al “fallimentare centrodestra” e che chiederà già da candidato un confronto con Draghi. Il centrodestra, se alla scorsa tornata elettorale aveva fatto pigna intorno al nome di Jole Santelli, al momento non sembra unito come dodici mesi fa. Forza Italia ha spinto e spinge per il nome del deputato Roberto Occhiuto quale candidato alla presidenza della Regione; nella Lega è in atto una riorganizzazione all’interno, e al momento non sembrerebbe proiettata verso l’appuntamento elettorale, ma anzi spingerebbe per un ulteriore rinvio; Fratelli d’Italia, per tramite della presidente Giorgia Meloni, è intenzionata ad andare al voto, ma al momento non vi è la quadra sul nome del candidato. Il Movimento 5 Stelle, a livello nazionale, è spaccato – come noto – dal voto di fiducia al presidente del Consiglio Mario Draghi, come anche i rappresentanti calabresi in Parlamento. Procede, invece, spedito il “tan-dem” costituito da Carlo Tansi – leader di Tesoro Calabria – e Luigi De Magistris di Democrazia ed Autonomia, con il sindaco di Napoli candidato alla carica di governatore calabrese: sono gli unici che hanno iniziato, da un mese circa, la campagna elettorale, battendo la regione da nord a sud.

In tutto questo, rimane la necessità di andare all’appuntamento elettorale fissato all’11 aprile: tante le mancanze a livello governativo della Calabria. Non si può attendere un ulteriore rinvio delle elezioni, a meno che – e non se lo augura nessuno, ovviamente – la situazione legata al Coronavirus dovesse degenerare, e allora proseguirà l’operato del presidente facente funzioni Spirlì che, nelle ultime ore, ha prolungato fino al 13 marzo la didattica nelle scuole ad un massimo del 50% delle presenze. L’ordinanza è stata annunciata – come “da prassi” – sui social, e pubblicata nella tarda serata di ieri, sabato 27 febbraio (LEGGI QUI).

Giuseppe Laratta

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