L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 30 marzo 2021

Continua la Vigile Attesa

28 MARCH 2021



Inutile farsi delle illusioni, dato che certe fotografie della nostra vita non le riprodurremo mai più. Per fotografia, intendo dire quei flash della memoria sull' unicità di certe esperienze. Lo scorso anno scrissi questo pezzo descrittivo di un'Italia cristianizzata che oggi non esiste più. Fu terribile l'anno scorso con le blindature della chiesa e dei suoi riti liturgici, in un momento tragico dove cresce il bisogno di spiritualità e di trascendenza da parte dei fedeli. Intuii fin da subito che di fronte a questo sbarramento di pratiche religiose, il virus c'entrava come cavoli e merende. Ma rimasi, tuttavia, sconcertata dall'accettazione e della condiscendenza passiva ai cosiddetti "protocolli sanitari" ordinati alla Chiesa dallo Stato. Ovviamente con Bergoglio, Conte e i suoi DPCM hanno solo sfondato una portone già spalancato. Ma è chiaro che, data l'autonomia ed extraterritorialità dello Stato del Vaticano, avrebbero potuto e dovuto ribellarsi ai divieti e alle chiusure del governo. Era nelle loro piene facoltà e prerogative: civili, etiche e religiose. Le gerarchie ecclesiastiche avrebbero dovuto insorgere per difendere quel preticello cremonese, Don Lino, fermato dai carabinieri nell'altar Maggiore, mentre officiava alla Messa, nel momento supremo dell'Eucarestia. Così non è stato. Qualche voce dissonante e discorde è venuta da mons. Viganò e pure da qualche prelato della chiesa ortodossa (vedere video sottostante del 17 aprile 2020). Nei giorni che precedono questa domenica delle Palme che come è noto apre la settimana santa, alcuni sacerdoti hanno dato disposizioni "pandemicamente corrette" a dir poco sconcertanti, quanto ridicole. Non più di una palmetta o ramoscello d'ulivo rifasciato nel cellophane da portare con sé. Niente processione, niente rametti e pianticelle a vista. Anche il mondo vegetale deve quindi venir "smaterializzato" e conservato "in vitro". Che roba è? Detti sacerdoti hanno forse paura che anche le piante siano portatrici di virus? Siamo alle superstizioni e alle magie più ascientifiche. E' questo dunque il dettato della pseudoscienza? Ed è questa la risposta di chi dovrebbe invece predicare la Fede e i suoi valori? 

Come è noto, le acquasantiere sono vuote (l'acqua santa può contenere batteri, secondo la vulgata), ma la prima funzione di rito, appena si entra, è la "disinfezione" delle mani col Gel. La cosa che risulta più sconcertante è vedere che la gente si disinfetta e si fa il segno della croce, si fa il segno della croce e si disinfetta, quasi che il Gel facesse ormai parte del rito e fosse benedetto. Per dispetto e per protesta, ho portato tre palme circondate da molti ramoscelli d'ulivo: tutti sfasciati e privi di cellophane. Avrei proprio voluto vedere che qualche zelante beghina mi dicesse qualcosa. Niente processione delle palme, niente bambini gioiosi, niente Via Crucis, riti ridotti per tutta la settimana santa fino a Pasqua. E perfino il chierichetto per le offerte col sacchetto di velluto issato su lungo bastone, ora non c'è più. Si può contagiare anche quello? Anche se le monete vengono introdotte nel sacchetto a debita distanza? E comunque sembra che, dalle "nuove disposizioni" le offerte si debbano raccogliere solo nella cassetta di legno. Mentre i cantori (a debita distanza dall'organista) sono obbligati a cantare in mascherina. Ma finiamola una volta per tutte con questa macabra farsa che ormai si riproduce stancamente in ogni ambiente ! 

I tre giorni pasquali si preannunciano in rosso, come il Natale scorso del resto. "Pasqua con chi vuoi" è solo un modo di dire, poiché Pasqua nel significato originario di "passaggio" ed "esodo" viene impedito, perfino nel transito tra comuni oltre che tra regioni. E ancora di più viene impedito il concetto cristiano di Resurrezione dopo la morte. Questi confinamenti ottemperano solo al macabro rito della morte mentre la resurrezione della carne come dello spirito, viene sempre più inibita e impedita. C'è da giurarci che anche nei tre giorni di Pasqua e dell'Angelo, tv Covid 1, tv Covid2 e tv Covid 3, non mancheranno di volerci deprimere e intristire con le solite scene delle sale di rianimazioni, con le testimonianze di chi ce l'ha fatta, ma raccomanda la mascherina, il distanziamento e l'igienizzazione delle mani. Con le false interviste di false persone beccate " per caso" per strada che con fare rassegnato ripetono con bovina mestizia che "la salute prima di tutto". Quale salute? Lo sanno, i nesci, che sono aumentati i suicidi, le depressioni, i disturbi d' insonnia, i disordini alimentari come anoressia e bulimia, l'aggressività, l'abuso di alcol e droghe, i raptus di collera da parte degli adolescenti, l'abuso di psicofarmaci, di ansiolitici eccetera? E' forse salute questa che ci prospettano? Ed è forse Salvezza? Ma c'è da preferire addirittura il Covid, che peraltro coi protocolli adeguati si può curare benissimo a casa, piuttosto che una lunga segregazione senza fine (siamo al 13esimo mese). 

I tre giorni di Pasqua rosso monocolore per tutta Italia, devono essere gli ultimi e che non si sognino mai più di prolungare le chiusure per tutto aprile. L'affaire Merkel e il suo brusco dietrofront è servito a rivelare che di fronte a un popolo armato delle sua determinazione e delle sue decisioni di insorgere, improvvisamente i comitati scientifici e l'RT non contavano più nulla. Non amo la Merkel, ma lei almeno si è degnata di chiedere scusa, togliendo le misure. Mentre i nostri lecchini merkeliani italioti, infliggono punizioni carcerarie sempre più dure. Il perché è semplice: gli Italiani a differenza dei tedeschi non si ribellano. Ormai il trucco è svelato. E' evidente che si vogliono far fallire molte categorie di lavoratori autonomi e non. E' evidente che si vuole trainare il paese al default, al fallimento. Il lavoro stesso, del resto, non è più visto come mezzo per conferire dignità agli esseri umani, ma lo si vuole svilire con l'obolo di stato ("i ristori") a mero capriccio del "sovrano". Anche il nostro tempo libero (le vacanze) dovrà essere gestito dal "sovrano" che deciderà di ""quanta" e di "quale" libertà potremmo disporre. E se sarà condizionata o meno al "patentino" o passaporto vaccinale. Stalin programmava i passaporti interni contro il suo popolo, l'attuale governo, quelli "vaccinali". Lo ha detto con aria sogghignante e beffarda Draghi nella sua conferenza stampa, attaccandosi ai dati, e dando la parola al suo "superiore" Speranza, il quale era dispiaciuto per le restrizioni, poverino, ma che va così. Lo avreste detto che un due di picche simile, trattiene nelle sue mani le nostre sorti? Speranza se ne deve andare, per cominciare, e solo noi possiamo riavere la speranza, quella vera (minuscola) cacciandolo a pedate. Ricordo che è il ministro dei morti di Bergamo, delle mancate autopsie, dei cadaveri cremati in massa, le cui ceneri, in alcuni casi non sono state restituite ai loro cari. Dei protocolli omicidi a base di Tachipirina e "vigile attesa". Che aspettiamo a liberarcene? Sarebbe un ottimo inizio. Il resto, a dopo. 


Intanto questa mattina in chiesa dopo lo svuotamento dei fedeli "mascherati" e "contingentati", è subito arrivata la beghina di turno a spargere "disinfettante" e a strofinare tutte le panche di legno. Peggio che se fossero passati i lebbrosi. Ite Missa est. 

Domenica delle Palme

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