L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 marzo 2021

Gli statunitensi stanno riorganizzando i mercenari tagliagola terroristi

La Siria accusa gli Stati Uniti: “Riforniscono i terroristi con aiuti umanitari Onu”

-3 Marzo 2021

Roma, 3 mar – La Siria accusa gli Stati Uniti. Nella giornata di ieri il comitato russo e siriano per il ritorno dei rifugiati ha denunciato gli Usa per aver sequestrato dei carichi di aiuti umanitari delle Nazioni Unite. Il fine sarebbe stato quello di supportare le milizie irachene legate a Washington. Le provviste sarebbero state inizialmente indirizzate al campo profughi di al-Rukban, vicino alla base statunitense di al-Tanf, un autentico centro di reclutamento di terroristi, a dire del comitato.

Nel medesimo lasso di tempo 45 camion dell’esercito statunitense avrebbero trasportato tonnellate di grano e orzo in Iraq attraverso il valico di al-Walid, nel nordest del paese. L’operazione – avvenuta secondo Mosca e Damasco con la collaborazione delle milizie curde – sarebbe avvenuta con il medesimo scopo di supportare le milizie armate in Iraq. Gruppi che, sempre secondo la fonte, sarebbero in verità delle autentiche sigle terroristiche.

La situazione ad al-Rukban

Al-Rukban è un campo profughi che si trova nel sud del territorio siriano, in pieno deserto, vicino al confine con la Giordania. La Russia e l’UNHCR lo hanno da anni annoverato come uno dei posti più critici sul fronte delle condizioni di vita dei residenti. Il campo è infatti sovraffollato e vi scarseggiano servizi igienici, medicinali e beni di prima necessità.

La nota russo-siriana punta il dito contro il governo Usa, ritenendolo colpevole non solo di ostacolare l’arrivo degli aiuti umanitari, ma anche di ammassare gente ad al-Rukban impedendole poi di uscire. Con il peggioramento delle condizioni di vita giungerebbero quindi più aiuti ONU, i quali verrebbero sequestrati e reindirizzati a gruppi armati tra Siria e Iraq.

Oltre a questo, ai residenti del campo vengono quindi offerte due alternative: restare nel campo a soffrire il caldo e la fame o arruolarsi in uno dei suddetti gruppi armati, i quali grazie alla base americana di al-Tanf hanno libertà di spostamento tra Siria e Iraq. Molti disperati sceglierebbero così di servire nelle milizie piuttosto che soffrire nel campo profughi.

L’obiettivo americano

Un pessimo giro di vite, quindi, che a dire del comitato russo-siriano vedrebbe l’esercito americano colpevole di questo indiscriminato e volontario peggioramento delle condizioni di vita dei siriani. Questi ultimi sarebbero infatti nel sud rinchiusi in un autentico campo di internamento e nel nord si vedrebbero vittime di soprusi, con il beneplacito delle milizie curde che, anzi, a dire di Damasco sarebbero, direttamente coinvolte negli illeciti.

L’obiettivo degli Stati Uniti traspare facilmente se si analizza la situazione nel vicino Iraq – verso il quale sarebbero stati trasportati i beni confiscati. Baghdad è infatti teatro di crescenti tensioni che vedono coinvolte fazioni filo-americane e filo-iraniane. A dire del comitato, Washington avrebbe tutto l’interesse a rifocillare le milizie ad essa legate in vista di future conflittualità con Teheran, anche se questo dovesse significare supportare direttamente sigle dalla chiara natura estremista.

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