L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 1 marzo 2021

Ida Magli - 7

Il vertice di Nizza

estratto e tradotto da
"The European Union- Far From Democratic"
di Diethelm Raff
(c) rivista Current Concerns, Zurich, feb-mar 2001

Il ministro degli esteri belga Louis Michel, visibilmente sconvolto dopo decine di ore di negoziati, ha detto, "Devo ammettere che non ero mai stato a un vertice simile. E' incredibile il modo in cui si svolgono questi negoziati. Chi sostiene un punto di vista diverso viene sottoposto a enormi pressioni. E' difficile da sostenere una situazione in cui altri 14 cercano di farti cambiare idea. Non si era preparati a una lotta di potere di questo tipo. In realtà, noi belgi volevamo semplicemente una soluzione logica. Se la distribuzione dei voti nel Consiglio deve riflettere la dimensione della popolazione, la Germania deve avere più voti della Francia e Malta ne deve avere quanti ne ha il Lussemburgo. Ma Chirac ha detto che Malta doveva avere meno voti perché, a differenza del Lussemburgo, non aveva contribuito niente all'Unione europea. Non c'è stato modo di discutere sul serio. Abbiamo rinunciato in favore di un'Europa unita. I singoli capi di stato si preoccupano solo della propria importanza. L'unica cosa che importa loro è se stessi, non c'è traccia di un'Europa della pace, della solidarietà, della giustizia sociale - un sogno utopistico che per me aveva una natura quasi trascendente. Invece si tratta solo di trarre vantaggi finanziari e ottenere più potere. E' una vergogna. Dopo questo vertice disastroso io imploro che si dia prima la possibilità ai popoli di votare per vedere se la vogliono un'Europa unita. se vogliono un'Europa di questo tipo, o un'Europa più ristretta, o una che comporti una maggiore integrazione. Questa è la prima cosa da fare dopo aver passato una disillusione di questa fatta."

estratto e tradotto da "The European Union- Far From Democratic" di Diethelm
Raff, (c) rivista Current Concerns, Zurich, feb-mar 2001

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