L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 marzo 2021

Il terrorismo di stato si impone altro che libertà d'espressione

Clima & Virus, i Nessi Inquietanti

di Guido Salerno Aletta
22 febbraio 2021

L’Uomo è il Nemico di sé stesso: dalla Security alla Safety

C'è un nesso inquietante, quasi diabolico, tra i due mantra ricorrenti di questi tempi: al pericolo per il genere umano che deriva dal riscaldamento globale si è aggiunto da circa un anno il pericolo per la vita degli uomini che deriva da una pandemia preannunciata come interminabile.

La colpa è di un virus in continua mutazione, di fronte a cui non c'è una "cura" come avviene per le altre malattie, che va contrastato attraverso la "prevenzione", sia in termini di distanziamento sociale che di vaccini.

Questi due "pericoli" fanno sì che gli Stati impongano misure che stanno condizionando in modo sempre più ferreo i nostri comportamenti quotidiani.

La "Sicurezza degli uomini" e la "Protezione della vita umana" sono concetti profondamente diversi; nella lingua inglese, la prima viene espressa con il termine "Security", mentre la seconda con quello di "Safety". In italiano, invece, usiamo quassi indistintamente il termine "Sicurezza".

Da millenni, lo Stato si è garantito il monopolio della forza per garantire la sicurezza: il diritto penale gli conferisce la potestà punitiva affinché i cittadini non ricorrano direttamente alle armi per difendersi dalle aggressioni. Caos, vendette, soprusi, sarebbero la regola: per questo interviene lo Stato: "ne cives ad arma ruant", dicevano i Romani.

I controlli di identità, la disciplina sulla detenzione delle armi, le misure di polizia di sicurezza volte a tutelare la liberta personale e la disponibilità dei beni, quelle di polizia giudiziaria volte a rintracciare i colpevoli di ogni tipo di reato, le intercettazioni delle comunicazioni, le segnalazioni sulle transazioni finanziarie sospette, i controlli agli aeroporti ed agli stadi con i metal detector. La lista delle misure è lunghissima.

PRIMO NESSO: è il comportamento umano ad essere la fonte di rischi, sia per il riscaldamento globale che per la diffusione del contagio epidemico. Il futuro del Pianeta e la sopravvivenza al Virus dipendono dai comportamenti umani, che lo Stato deve controllare e modificare.

E' il comportamento degli uomini ad essere la fonte dei rischi, la causa che determina la necessità degli Stati di intervenire per "proteggere" il futuro dell'umanità dai cambiamenti climatici ed oggi stesso la vita degli uomini dal diffondersi dell'epidemia.

Le cause del riscaldamento globale sono antropiche: se c'è il rischio che l'umanità scompaia, la colpa è degli uomini e dei loro comportamenti.

I mutamenti climatici, indotti dal riscaldamento globale, daranno luogo a fenomeni estremi, come i cicloni distruttivi. Lo scioglimento delle calotte polari provocherà l'innalzamento del livello degli oceani che sommergeranno le aree e le città costiere. La siccità, per carenza di piogge, provocherà la desertificazione delle aree temperate e carestie bibliche.

La sopravvivenza della stirpe umana, che è messa a rischio, ha una causa antropica: deriva dall'uso crescente ed incontrollabile dei combustibili fossili, carbone, petrolio e metano.

L'Umanità, se vuole sopravvivere, deve cambiare modello di sviluppo e soprattutto le fonti energetiche: solo la Green Economy salverà il Pianeta, e l'Uomo con esso.

Anche per quanto riguarda l'epidemia di Coronavirus, i comportamenti umani sono i principali fattori di rischio nella diffusione del contagio.

Dalla imposizione della mascherina al mantenimento di una distanza minima interpersonale, dalla chiusura dei locali in cui si dice che è difficile far rispettare il distanziamento, fino al confinamento in casa ed ai divieti di spostamento.

SECONDO NESSO: la Scienza inesatta, incapace di dominare la complessità dei fenomeni climatici e virali, consente agli Stati di dominare discrezionalmente i comportamenti umani.

Non esistono modelli matematici in grado di mettere in relazione diretta ed inequivoca le variabili climatiche, dal riscaldamento indotto dall'effetto serra provocato dal CO2, né spiegare gli apocalittici cambiamenti climatici che si sono verificati sul Pianeta terra nel corso di milioni di anni, come le conseguenze esatte dei cicli solari.

Anche per quanto riguarda la diffusione del virus, si accatastano in continuazione i modelli interpretativi del fenomeno, i criteri di rilevazione, gli indici di diffusione. Ancor meno si sa dell'efficacia a medio termine dei vaccini, né a breve termine sulle varianti del virus, ovvie e già previste per la sua stessa natura.

Questa incapacità della scienza di dare una esatta risposta a fenomeni così complessi lascia lo spazio ai governi per imporre discrezionalmente le regole sui comportamenti umani ed i nuovi driver di sviluppo, Green Economy e Smart Economy.

I rischi per l'Umanità, derivanti dai cambiamenti climatici, sono determinati da cause antropiche. Occorre modificare i comportamenti umani per evitare i cambiamenti climatici ed i rischi che ne conseguono.

I rischi per la vita umana, derivanti dalla epidemia, sono anch'essi determinati dai comportamenti umani: c'è una relazione diretta tra comportamenti degli uomini e diffusione del virus. Occorre modificare i comportamenti umani per evitarne la diffusione.

I liberi comportamenti umani sono fattori di rischio per l'Umanità.

Gli Stati hanno cambiato funzione: non devono solo "difendere" gli Uomini dai loro simili, dalle aggressioni altrui. Ora li devono anche "proteggere" da se stessi, evitando i rischi che derivano loro dai comportamenti pericolosi che tengono, controllandoli "ne vitam ipsam deleant".

TERZO NESSO: Green Economy e Smart Economy sono parimenti funzionali rispetto alla necessità di cambiare modello di sviluppo

La Green Economy, con la decarbonizzazione della produzione, serve a salvare il Pianeta dal riscaldamento globale e dai rischi dei cambiamenti climatici.

La Smart Economy, riducendo le interazioni umane sia nel campo della produzione sia in quello extra lavorativo. serve per ridurre la diffusione dei contagi.

Aumenta la capacità di controllo degli Stati sui comportamenti a rischio: i controlli sui comportamenti a tutela della "safety" in campo ambientale e sanitario diventeranno numerosi ed invasivi come quelli attuali a tutela della "security".

Ogni uomo è già un potenziale "terrorista sanitario", per via delle cariche virali che anche inconsapevolmente nasconde nel proprio corpo.

L'Uomo è il Nemico di sé stesso: dalla Security alla Safety

Clima & Virus, Nessi Inquietanti

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