L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 1 marzo 2021

Sempre di più ingabbiati, sempre di più controllati, il nuovo Medio Evo

UNIONE EUROPEA
01.03.2021 - 16:00 
L'Europa prepara il passaporto vaccinale digitale
La proposta sarà presentata il 17 marzo, lo strumento potrà essere utile anche per le pandemie future


BRUXELLES - Nel corso del mese di marzo la Commissione europea presenterà una proposta legislativa «per un Digital Green Pass", ha spiegato sui social la presidente Ursula von der Leyen.

Lo strumento «dovrebbe facilitare la vita degli europei», consentendo loro «di muoversi gradualmente in sicurezza nell'Unione europea o all'estero, per lavoro o per turismo». Questa sorta di passaporto dovrà «fornire la prova che una persona è stata vaccinata; dare i risultati dei test per coloro che ancora non sono stati vaccinati; dare informazioni sulla guarigione dalla Covid-19». Quando potrebbe entrare in funzione? «Da qui a tre mesi» ha spiegato il portavoce capo della Commissione Ue Eric Mamer. Quindi entro il mese di giugno.

Il Digital Green Pass «rispetterà la protezione dei dati, la sicurezza e la privacy», assicura von der Leyen. Il vicepresidente Margaritis Schinas, da parte sua, ha dichiarato che la data di presentazione è fissata per il 17 marzo: si tratterà di un «pacchetto» comprendente il passaporto verde «che si concentrerà sui viaggi e la revoca delle restrizioni, per una riapertura comune sicura».

La pandemia di coronavirus sarà il banco di prova per verificare la bontà di quest'idea, che potrà tornare utile anche in futuro. Intervistata dal Financial Times, infatti, la presidente della Commissione Ue ha infatti dichiarato che le istituzioni continentali devono preparare il settore sanitario a fronteggiare «un'era di pandemie».

«Se guardiamo a cosa è accaduto negli ultimi anni intendo dire dall'Hiv all'Ebola alla Mers, alla Sars... queste sono tutte epidemie che sono state contenute, ma non dobbiamo pensare che sarà tutto finito quando avremo vinto il Covid-19, il rischio resta».


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