L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 8 aprile 2021

Abbiamo collocato un titolo a 50 anni al 2,18%. Collocati 5 miliardi contro una richiesta di? Indovinate: ben 67 miliardi. Caro Ministero delle Finanze, cortesemente, vedi di “ristrutturare” il debito allungando la durata media del nostro debito e sbrigati perché non sarà sempre festa!

BTP 50 anni: la festa continua!

Scritto il 7 Aprile 2021 alle 23:10 da Danilo DT


Il grafico che vi ho proposto in apertura è tristemente noto a tutti. Si tratta del rapporto Debito Pubblico /PIL dell’Italia.
Se ante Covid19 la situazione era molto complicata, oggi la situazione è diventata quasi drammatica.
Viaggiamo verso quota 160% (ancora non ufficializzato), con un crescendo rossiniano che non può non preoccupare, soprattutto quando ci sarà una normalizzazione che, per forza, porterà Bruxelles a bussare alla nostra porta e chiedendo gentilmente di trovare il modo per rientrare rapidamente in modo da rendere il tutto più sostenibile. Il modo più semplice (in via teorica) è far crescere in modo esponenziale il PIL. Ma visto che non sarà così facile…cosa succederà?
Vabbè, questa è un’altra storia che affronteremo più avanti.

In un contesto così complicato, generalmente la situazione si compromette ulteriormente avvitandosi su se stessa, con un debito che tendenzialmente non si riesce più a rinnovare se non a rendimenti improbabili, portando progressivamente al default.
STOP. Non questa volta.
Infatti è ben noto l’impegno della BCE a protezione del debito europeo, E difatti malgrado tutto i BTP si difendono bene e i tassi italiani sono tutto sommato sotto controllo.
La curva dei tassi italiana 2020-2021


Anzi, tassi cosi bassi non si vedevano da un bel po’, guardate le curve che vi propongo. E quindi, nell’assurdo, volete sapere cosa dobbiamo fare come Paese ITALIA? Ve lo dico io: APPROFITTARNE! Si, per cercare di abbattere il più possibile il costo del credito perché è fondamentale non vincolarsi ad interessi alti che poi ti portano all’insolvenza. E difatti ecco cosa è successo…

(…) Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica i risultati dell’emissione tramite sindacato di un nuovo benchmark BTP a 50 anni e della riapertura del BTP a 7 anni con scadenza 15 marzo 2028. Per quanto riguarda il nuovo benchmark a 50 anni, il titolo ha scadenza 1° marzo 2072, godimento 1 marzo 2021 e tasso annuo del 2,15%, pagato in due cedole semestrali. L’importo emesso è stato pari a 5 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,467 corrispondente ad un rendimento lordo annuo all’emissione del 2,179%. Per quanto riguarda la riapertura dell’attuale BTP benchmark a 7 anni con scadenza 15 marzo 2028 e cedola 0,25%, l’importo emesso è stato pari a 7 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,238 corrispondente ad un rendimento lordo del 0,362%. Il regolamento delle suddette operazioni è fissato per il 14 aprile p.v. (…) [Source]

Questo è il comunicato ufficiale del Ministero delle Finanze. Abbiamo collocato un titolo a 50 anni al 2,18%. Collocati 5 miliardi contro una richiesta di? Indovinate: ben 67 miliardi. Quindi signori investitori venite e accorrete a comprare di BTP a lunga scadenza. E Caro Ministero delle Finanze, cortesemente, vedi di “ristrutturare” il debito allungando la durata media del nostro debito. Perché non sarà sempre festa… Intanto però il mercato ci crede, e lasciamo che ci creda. Infatti guardando i CDS mai l’Italia è stata percepita così sicura negli ultimi anni. Draghi effect…


STAY TUNED!

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