L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 aprile 2021

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Mercoledì, 28 aprile 2021 - 08:06:00

Medio Oriente, clamorosa apertura dei sauditi all’Iran: senza Usa c'è la pace
Legami interrotti nel 2016 dopo che manifestanti iraniani avevano attaccato le missioni diplomatiche saudite in seguito all'esecuzione di un religioso sciita


Clamorosa apertura dei sauditi verso l'Iran, finora considerato un nemico del regno. Il principe ereditario dell'Arabia Saudita Mohammed bin Salman in un'intervista televisiva trasmessa ieri usa toni concilianti verso il Paese vicino, dicendo che cerca relazioni "buone", dopo che fonti hanno detto che i rivali hanno tenuto colloqui segreti a Baghdad. I due Paesi, impegnati in una lotta per il dominio regionale, hanno tagliato i loro legami nel 2016 dopo che manifestanti iraniani avevano attaccato le missioni diplomatiche saudite in seguito all'esecuzione da parte del regno di un importante religioso sciita.

"L'Iran è un Paese vicino, e tutto ciò a cui aspiriamo è un rapporto buono e speciale con l'Iran", ha detto il principe ereditario saudita. "Non vogliamo che la situazione dell'Iran sia difficile. Al contrario, vogliamo che l'Iran cresca ... e spinga la regione e il mondo verso la prosperità", ha aggiunto, spiegando che Riad stava lavorando con partner regionali e globali per trovare soluzioni al "comportamento negativo" di Teheran. Tutto ciò segna un cambiamento di tono rispetto alle precedenti interviste del principe Mohammed, in cui si è scagliato contro Teheran, accusandola di alimentare l'insicurezza regionale.

Nell'intervista il principe non ha parlato di trattativa con Teheran. I colloqui a Baghdad, facilitati dal primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhemi, sono rimasti segreti fino a quando il Financial Times ha riferito che si era tenuto un primo incontro il 9 aprile. Un funzionario del governo iracheno ha poi confermato i colloqui all'Afp, mentre un diplomatico occidentale ha affermato di essere stato "informato in anticipo" sullo sforzo di "mediare un rapporto migliore e diminuire le tensioni".

Riad ha ufficialmente negato i colloqui nei media ufficiali sauditi mentre Teheran è rimasta zitta, affermando solo che ha "sempre accolto con favore" il dialogo con l'Arabia Saudita. L'iniziativa arriva in un momento di mutevoli dinamiche di potere, poiché il presidente degli Stati Uniti Joe Biden sta cercando di rilanciare l'accordo nucleare abbandonato da Donald Trump. L'Arabia Saudita e l'Iran hanno sostenuto le parti opposte di diversi conflitti regionali, dalla Siria allo Yemen. In quest'ultimo una coalizione guidata dai sauditi sta combattendo i ribelli huthi, sostenuti dall'Iran sostiene i ribelli Huthi, i quali hanno anche intensificato gli attacchi con droni e missili su obiettivi sauditi, compresi i suoi impianti petroliferi. Nella sua intervista, il principe Mohammed ha rinnovato le richieste di un cessate il fuoco e negoziati con i ribelli.

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