L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 12 aprile 2021

Ida Magli 33

I RISULTATI DEL REFERENDUM SVEDESE PER LA MONETA UNICA

Gli Svedesi
dicono
No all'euro


di Ida Magli
ItalianiLiberi | Roma, 15 Settembre 2003

Gli Svedesi, chiamati ad esprimere con un referendum la loro volontà di rinunciare alla propria moneta per assumere l’euro, hanno votato NO. Le percentuali, sia dei votanti sia dei favorevoli e contrari sono chiarissime: 56,1 % di “no”, 41,8 % per il “sì”, 2,1 % di schede bianche. L'affluenza e' stata dell'81,2 % e gli aventi diritto al voto erano 7,1 milioni di cittadini.

I primi commenti a questo NO appaiono, ad una analisi obiettiva, come una conferma di quanto già da molto tempo sappiamo. Da parte dei governanti, il capo del governo svedese Göran Persson e Romano Prodi, capo del governo europeo, sonoramente sconfitti nella accesissima battaglia che avevano ingaggiato per convincere gli Svedesi ad aderire alla moneta unica, non soltanto si mente spudoratamente pronosticando gravi difficoltà economiche per la Svezia che rinuncia ai “grandi vantaggi che l’euro ha portato” (sic!), ma non si esita a far intravedere le tendenze autoritarie e dittatoriali che sottendono al governo dell’Unione, dichiarando che la Svezia vi avrà minor potere.

Si rimane, poi, davvero interdetti di fronte alla dichiarazione del primo ministro svedese:”Il Governo rispetterà i risultati del voto”. Questo significa forse che avrebbe potuto anche non farlo? Minaccia che già si era percepita (e l’avevamo sottolineato) nelle analoghe dichiarazioni fatte in Estonia dal Presidente del Parlamento Europeo.

Ma quello che più conta è la miseria intellettuale, spirituale (forse questo termine è stato abolito dai costruttori di Maastricht), politica di tutti questi commentatori quando affermano che ciò che ha spinto gli Svedesi verso il NO è stato il timore di dover rinunciare al loro welfare, molto più protettivo di quello medio europeo. Niente amore per la propria indipendenza, per la propria sovranità, niente amore per la Patria, per la libertà, dunque, nell’orizzonte dei miseri contabili che guidano l’Europa? Ebbene, rendiamo omaggio agli Svedesi, alla serietà con la quale hanno affrontato le giornate terribili dell’assassinio del Ministro degli Esteri, paladino del Sì e gli hanno attribuito la stessa onestà politica con la quale hanno votato NO. E’, infatti, questo il significato, e l’insegnamento, da trarre dal comportamento degli Svedesi: non si sono lasciati influenzare dall’uccisione di una persona amatissima come Anna Lindh, cosa che tanti avevano pronosticato (e sperato), perché se lei è stata uccisa per le proprie idee, nessuno deve fare a meno di testimoniare e affermare le proprie.

Grazie, dunque, agli Svedesi da parte di tutti coloro che amano l’indipendenza e la libertà.

E grazie da tutti gli Italiani. 

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