L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 10 aprile 2021

Il biglietto da visita dello stregone maledetto è l'OBBLIGO, sta mantenendo le premesse di leader funzionale al Sistema massonico mafioso politico istituzionale italiano e a quello finanziario internazionale

Sanitari no-vax: sono 18 mila. Punirli tutti?

Maurizio Blondet 9 Aprile 2021

“Ora metteteli tutti in ferie, e vediamo chi vaccina chi”

La minaccia di lasciare i reparti vuoti

Di pochi giorni fa un post che avvertiva: “Non con gli avvocati si vince, ma con la nostra assenza. Interi reparti con una improvvisa carenza di personale, valgono più di 100 cause dispendiose!”. Dopo i casi di focolai in corsia, il governo ha infatti pensato a un decreto Covid che impone il vaccino ai sanitari. Come si legge al comma 1 dell’articolo 4 del decreto legge n.44 del 1 aprile, “La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”.

Quindi, dal 7 aprile vi è l’obbligo per i sanitari di sottoporsi alla vaccinazione. Ma ovviamente, subito qualcuno ha pensato di correre ai ripari, in modo da evitare il vaccino e anche una ripercussione dovuta alla sua decisione. Coloro che dimostrano che fare il vaccino li sottopone a un rischio per la salute può rifiutarsi di farlo. Senza conseguenze per il proprio lavoro. L’unica cosa che serve è un semplice certificato medico.

Chi sono?

Un gruppo privato su Facebook. Sarebbero oltre 18mila gli iscritti e si tratterebbe di operatori sanitari no vax. “Il particolare, che preoccupa maggiormente gli inquirenti, è che il numero sta salendo di minuto in minuto. La metà degli adepti si sarebbe iscritta nell’ultima settimana”.

Il gruppo e i suoi seguaci starebbero anche organizzando una manifestazione a Roma per il prossimo 21 aprile. Nel gruppo si possono trovare medici, infermieri, operatori-socio sanitari, psicologi di tutta Italia, tutti uniti nella lotta, non contro il Covid-19, ma contro il vaccino. Legati a filo doppio dalla volontà di opporsi al decreto legge che impone a queste categorie l’obbligo di sottoporsi all’inoculazione del siero. Nel gruppo solo i membri possono vedere quel che viene pubblicato ed è stato creato lo scorso 28 marzo. L’ultimo post, risalente a circa una quindicina di ore fa, farebbe presagire una sommossa.

Dà infatti appuntamento a tutti i suoi iscritti alla manifestazione nazionale del 21 aprile a Roma in piazza Montecitorio alle ore 15. Nel post viene anche ricordato “che il gruppo è nato soprattutto per unirci e intraprendere qualcosa tutti insieme, le vie legali come vedo sono già state intraprese da molti di voi quindi ora è tempo di muoversi anche in un altra direzione. Basta parlare, riprendiamoci la nostra libertà manifestando pacificamente a Roma il 21 aprile alle 15”.

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