L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 28 aprile 2021

Il doppio gioco della Turchia ha un inizio e una fine

Siria, la Russia comincia a marcare stretto la Turchia ad Aleppo
27 Aprile 2021


La Russia comincia a marcare stretto la Turchia ad Aleppo. Terza joint patrol in meno di un mese

La Russia ha cominciato a marcare stretto la Turchia in Siria e in particolare ad est di Aleppo. Nelle scorse ore c’è stato un pattugliamento congiunto tra i soldati di Mosca e le TAF nell’area di Kobani. Il convoglio è partito dal villaggio di Ghraib, al confine tra i due paesi, ed è passato a Karbnav, Kosek, Alishar, Jom Ali, Kurtek, Koubik Satin, Tirry, Tel Hajib, Kabajiq Saghir, Tillk, Boztebeh, Qara Mogh, Jaishan, fino ad arrivare a Kharabisan Fouqani. Conclusa l’attività, gli otto mezzi della Federazione sono tornati presso la loro base nella “Radio Area” a ovest di Ain al-Arab. Quelli di Ankara, invece, si sono diretti alla frontiera. Il pattugliamento è il terzo avvenuto solo nel mese di aprile.

Mosca vuole evitare che le TAF e gli alleati attacchino il SAA e le SDF, ma queste passano al contrattacco in Kurdistan

L’aumento delle pattuglie joint conferma che la Russia vuole monitorare attentamente i movimenti delle truppe turche per evitare che violino la tregua con Damasco e i curdi. Non a caso, il quadrante dove si è recato il convoglio misto nei giorni scorsi era stato il teatro di scontri tra l’esercito siriano (SAA) e le milizie pro-Ankara. Mosca tollera sempre meno le incursioni degli alleati delle TAF in Kurdistan e più volte ha avvertito Ankara della necessità di allentare la tensione nella regione. Nonostante ciò, gli attacchi e le imboscate alle SDF sono continuati. Queste, peraltro, finora avevano mantenuto una postura esclusivamente difensiva. Recentemente, però, ne hanno adottato una aggressiva in risposta alle provocazioni, arrivando a cercare di infiltrarsi in territorio nemico. La tensione nell’area, infatti, sta salendo rapidamente.

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