L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 13 aprile 2021

La VIGILE ATTESA del ministro Speranza e del Parlamento tutto fa capire la mala fede della gestione dell'influenza covid

Appello a Draghi: ascolti Ippocrate, che i malati Covid li guarisce a casa

di Giorgio Cattaneo
6 aprile 2021

Ammesso che il Premio Nobel abbia ancora un senso, forse sarebbe il caso di conferirlo a chi ha imparato a guarire i malati di Covid senza neppure ricoverarli in ospedale. In Italia operano 60 medici, volontari: sicuramente si irriterebbero, se qualcuno li chiamasse eroi. Fanno una cosa semplicissima, il loro dovere. In questo mondo affollato di impostori e soprattutto di codardi, loro sfoderano il coraggio elementare di chi non scherzava, quando - all'inizio della carriera - prestò il famoso giuramento nel nome di un medico greco, nato nel V secolo avanti Cristo. E' da lui - Ippocrate - che la loro associazione prende in prestito il nome, evocandone la missione: stare dalla parte del malato, sempre, ad ogni costo. E in questo caso, che cosa ottengono? Incredibile: la guarigione. Letteralmente: la guarigione del 100% dei malati, curati a casa, con le medicine appropriate. Non è uno scherzo: guariscono proprio tutti. Il mitico Covid, nelle loro mani, diventa un'affezione perfettamente affrontabile. Sono maghi, stregoni, taumaturghi? No: sono medici. Non dispongono certo di superpoteri. Ma sanno una cosa, l'unica che conti: occorre agire subito, scegliendo con sicurezza le medicine da somministrare.

E' addirittura offensiva, la semplicità della soluzione: intervenire entro la prima settimana, e con i farmaci adatti. Risultato: in ospedale non ci finisce più nessuno. Lo dicono le statistiche che premiano i valorosi medici di Ippocrate, veri e propri salvatori di vite umane, in un paese che - dopo un anno - ancora rinchiude la gente agli arresti domiciliari, e ancora intasa gli ospedali di pazienti ormai gravi solo perché trascurati per troppi giorni. E ora annaspa tra gli imprevisti e le incognite di un piano vaccinale che suona innanzitutto stonato, se si propone di immunizzare la popolazione da un virus Rna, mutante per natura e quindi quasi inafferrabile, alla distanza. Ascoltare Mauro Rango, il portavoce di Ippocrate, può far impazzire di rabbia: illustra la più semplice delle soluzioni, finora deliberatamente ignorata. Da tutti: governi, Regioni, virologi di grido. Poche mosse, precise. Primo: visitare il paziente e verificare i sintomi che manifesta. Secondo: somministrare i farmaci giusti (che sono diversi: alcuni per la prima fase della malattia, altri per la seconda, altri ancora per la terza). Farmaci collaudati, sicuri. E che funzionano sempre, sotto controllo medico. E così, la mortalità del Covid si riduce a zero.

Non solo: Ippocrate si preoccupa di condividere quanto ha imparato. Ha predisposto un vademecum, destinato ai medici che vogliano imparare. Mostra una casistica-tipo con ben 40 situazioni diverse: per ognuna, la ricetta consigliata. Ancora: se un medico vuole aderire alla rete dei volontari, deve prima sottoporsi a un training assistito. Per una settimana, lavorerà fianco a fianco con i colleghi di Ippocrate: solo allora sarà abilitato a intervenire, a domicilio, per guarire pazienti alle prese con la sindrome Covid. Funziona così: il paziente lancia un Sos via email, e viene contattato dal medico più vicino. Massima collaborazione con i medici di famiglia: Ippocrate fornisce tutte le istruzioni del caso. Missione: guarire il malato, presto e bene, evitando il ricovero in ospedale. Certo, è volontariato: come in Burundi. Solo che non siamo in Africa, ma in Italia. Ed è passato un anno intero - 365 giorni - senza che nessuna autorità politico-sanitaria abbia fatto nulla, per evitare che l'Italia, in questo, continuasse ad assomigliare a un paese del terzo mondo.

Sono molti, ormai, i medici che hanno imparato la lezione: qualcosa di analogo (un protocollo per le cure precoci domiciliari, decisive) l'ha prodotto Giuseppe Remuzzi, dell'Istituto Mario Negri di Milano. Finora una sola Regione, il Piemonte, l'ha preso in considerazione: ha predisposto una procedura per le terapie domestiche (con i farmaci adatti) da somministrare con tempestività, proprio per alleggerire la pressione ospedaliera. Ma è Ippocrate a svettare, in questo panorama disarmante: per emergere, ha dovuto implorare una giornalista televisiva, Angela Camuso. La stessa giornalista, a sua volta, ha dovuto supplicare il conduttore (Mario Giordano, di "Rete 4") per convincerlo a trasmettere il servizio. Semplicemente - come moltissimi colleghi - Giordano non credeva possibile che dal Covid si potesse guarire a casa (o meglio: che le cure precoci, a domicilio, potessero ridurre praticamente a zero il pericolo di finire all'ospedale). Poi, alla fine, Mario Giordano il servizio su Ippocrate l'ha trasmesso. L'altra notizia è che tutti gli altri giornalisti l'hanno ignorato: come se quella soluzione continuasse a non esistere.

Domanda: si può seguitare a vivere così, in Italia, nel 2021? E' possibile ostinarsi a ignorarla, una soluzione tanto semplice? La cronaca è tombale, da un anno: bollettini di guerra, pieni di vittime lasciate a casa senza cure e poi finite all'ospedale troppo tardi. Numeri alla rinfusa: quelli dei tamponi e quelli dei contagiati, che nella stragrande maggioranza sono asintomatici. Sembra ci si diverta, a parlare di "casi", come se fossero tutte tragedie. Il revival del medioevo dura ormai da 12 mesi: il lockdown - dice il professor Pietro Luigi Garavelli, primario infettivologo a Novara - serve solo per le malattie da contatto, come l'Ebola. Com'è possibile continuare a fingere di non saperlo? Anche sul Covid, com'è giusto, ci sono diverse scuole di pensiero: c'è chi spera che la bufera passi da sola, isolando nel frattempo le persone a costo di fermare la vita sociale e l'economia, e chi invece punterebbe al depotenziamento progressivo del virus, immaginando che proprio il moltiplicarsi dei contagi (raccomandabile, quindi) possa accelerare l'immunità di gregge.

Attenzione: Ippocrate non entra nel merito. Non scende sul terreno dell'epidemiologia. Si limita a dire: abbiamo dei malati, e dobbiamo curarli. Possiamo farlo? La risposta è sì. Come? Agendo tempestivamente e con sapienza, cioè con i medicinali idonei, a seconda della fase della malattia. In questo modo - senza neppure sfiorare il tema-vaccini - si ottiene un risultato epocale: se il sistema sanitario pubblico agisse così, gli ospedali potrebbero finalmente tornare a curare in modo adeguato le altre patologie, svuotando i reparti Covid e le terapie intensive. Perché non succede? Perché il governo centrale non si coordina con le Regioni, in questa direzione? Perché ancora non esiste un protocollo nazionale per mettere i sanitari nelle condizioni di curare e guarire i pazienti, a casa? Perché i medici di famiglia non hanno ancora ricevuto istruzioni, su come agire? Perché l'assistenza salva-vita è affidata ai volontari di Ippocrate, anziché alle Asl? Da qualche settimana, a Palazzo Chigi è insediato Mario Draghi, sul quale molti italiani hanno appuntato speranze importanti. Agire nel modo giusto, ormai, è una questione di vita o di morte. Una questione di giustizia. E a questo punto, anche di onore.

Il servizio su Ippocrate trasmesso da Mediaset a "Fuori dal coro":
La video-intervista a Mauro Rango, realizzata da Massimo Mazzucco:
Il sito di Ippocrate, che funge da centralino per le emergenze domiciliari Covid:
Il vademecum di Ippocrate, destinato ai medici e disponibile online:

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