L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 4 aprile 2021

Paghiamo più tasse, aumentano luce e gas e i redditi diminuiscono paurosamente

ECONOMIA
Calano reddito e consumi delle famiglie, cresce la pressione fiscale

Gli ultimi dati dell'Istat mostrano come sia in forte decremento anche il potere d'acquisto. In rialzo il debito

aggiornato alle 11:4302 aprile 2021

© Flavia Scalambretti / AGF -

AGI - Calano il reddito, i consumi e il potere d'acquisto delle famiglie. Volano la pressione fiscale, il deficit e il debito. E' questa la fotografia scattata dall'Istat, da cui si evince che la situazione di crisi è ben lontana dall'essere superata.

Nel dettaglio, nel quarto trimestre del 2020 il reddito è diminuito dell'1,8% rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi dello 0,2%, il potere d'acquisto è diminuito del 2,1%.

Aumenta contestualmente la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici che è stata pari al 15,2% (+0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente).

Tale aumento deriva da una flessione della spesa per consumi finali piu' sostenuta rispetto a quella registrata dal reddito disponibile lordo (-2,5% e -1,8% rispettivamente).

In leggero calo il tasso di investimento delle famiglie consumatrici che è stato pari al 5,7%, 0,1 punti percentuali piu' basso rispetto al trimestre precedente, a fronte di una flessione degli investimenti fissi lordi del 2,7% e della diminuzione dell'1,8% del reddito lordo disponibile.

Contestualmente, è in rialzo la pressione fiscale: secondo gli ultimi dati dell'Istat, nel IV trimestre dello scorso anno è stata pari al 52,0%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

E questo andamento, nonostante la riduzione delle entrate fiscali e contributive.

Nel III trimestre, era al 39,3%. Il deficit/Pil nel 2020, e cioé complessivamente nei quattro trimestri dello scorso anno, vola al 9,5% in netto peggioramento rispetto all'1,6% del corrispondente periodo del 2019.

In termini di incidenza sul Pil, nel 2020 il saldo primario e il saldo corrente sono risultati negativi, pari rispettivamente al -6% (+1,8% nel 2019) e al -4,3% (+1,7% nel 2019).

Solo nel IV trimestre il deficit/Pil è stato pari al 5,2%; nello stesso periodo dell'anno precedente risultava un accreditamento dell'1,9%.

Il saldo primario delle A.P. (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, nel quarto trimestre, con un'incidenza sul Pil del -1,9% (+5,2% nel quarto trimestre del 2019), mentre il saldo corrente delle A.P. e' stato positivo, con un'incidenza sul Pil dell'1,5% (+5,6% nel quarto trimestre del 2019).

"Come nei primi nove mesi dell'anno, l'incidenza del deficit delle Amministrazioni pubbliche sul Pil è sensibilmente aumentata in termini tendenziali per la riduzione delle entrate e per il consistente aumento delle uscite, dovuto alle misure di sostegno al reddito di famiglie e imprese".

Infine, è in netto aumento, nel 2020, il rapporto debito/Pil che sale al 155,6% mentre nel 2019 era pari al 134,6%.

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