L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 29 aprile 2021

Quando si comincia a mentire, non ci si ferma più, sono i mass media italiani

Di quella pira… l’orrendo inganno


Cose da non credere, trappole per farfalle direbbe qualcuno eppure vengono scritte e digerite da quello stomaco ruminante che è l’opinione pubblica. Per asseverare il “dramma” dell’India ovvero l’aumento di contagi e morti dopo l’inizio delle campagne vaccinali, la stampa italiana non ha ritegno a mostrare il suo servilismo e la sua intrinseca ignoranza. Innanzitutto c’è da dire , come potrete apprendere qui dagli opportuni diagrammi, che i morti da Covid presunto sono ancora assai meno di quelli dei Paesi occidentali e dell’Italia in particolare: 141 decessi per milione di abitanti – contro ad esempio i 1583 dell’Italia. La media attuale nel sub continente indiano è di 0,35 decessi al giorno per milione di abitanti contro gli 0,10 fino all’inizio della campagna vaccinale. Ma per una nazione la cui popolazione supera il miliardo e 300 milioni c’è sempre la possibilità di fare visivamente numero ( oltre a prestarsi ad ogni manipolazione) visto che ci sono comunque circa 50 mila morti al giorno, tra cui circa 6000 bambini. Morti a cui non è mai fregato nulla a nessuno salvo ora che possono mantenere in piedi la narrazione angosciosa e artificiosa della peste e dunque anche tenere alta la tensione salvifica vero il vaccini che rischia di venire meno con la bella stagione. Così oltre a foto false di gente che muore per strada per Covid come se si trattasse di una patologia fulminante tipo l’infarto per le quali sono state utilizzate immagini che invece si riferiscono a un incidente avvenuto l’anno scorso in un fabbrica di polimeri, qualcuno mostra foto di cataste funerarie facendo intendere che i morti sono talmente tanti che addirittura non basta legna per cremarli adeguatamente.

Quando si comincia a mentire, non ci si ferma più, ma vorrei davvero conoscere l’abominevole estensore della notizia dei roghi che se non vado errato è stata pubblicata dall’Agi e naturalmente – agli sciacalli piace ululare in gruppo – ripresa da parecchi siti di fake news di professione, nel senso che ne sparano sempre più grosse: come si fa ad ignorare che in India è dal 1000 avanti Cristo che si bruciano i morti e che appunto ogni giorno ci sono molte decine di migliaia di queste cataste funerarie. Ma all’occorrenza chi scrive queste idiozie può sempre proporsi di dare una mano concreta: le teste di legno non servono a pensare, ma bruciano che è una meraviglia.

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