L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 6 aprile 2021

Sono con l'acqua alla gola, strillano, strepitano, piangono, sono diventati arbitri e giocatori nel medesimo tempo, sono prigionieri di loro stessi del ruolo che si sono scelti e non riescono a scendere dal treno in corsa, vanno avanti avanti avanti

… e Paolo Mieli intima a Salvini “responsabilità”

Sul Corriere c’è  un fondo con la firma  pesante di Paolo Mieli.  In esso Paolo Mieli intima  a Salvini  e  alla Lega –  ripetutamente –   di mostrare “responsabilità” ,,  “dar prova di senso di responsabilità”  –    che di mostrerà  nell’“accantonare, limitatamente alle questioni sanitarie e per un periodo limitato, ogni vocazione polemica…ogni disputa riferita direttamente o indirettamente al coronavirus”.

Più  specificamente,  Salvini e  la Lega devono dimostrare responsabilità tacendo sul “pasticcio Astrazeneca”. Ossia (ma questo l’agente  Mieli non lo dice,  lo suggerisce   solo) deve far finta di non vedere che Astrazeneca sta falciando con infarti ed emorragie cerebrali decine di persone giovani e sane.   Perché,  dice il Kommissario  Mieli,   aprile è “il mese decisivo  per vaccinare ogni giorno le previste quattro o cinquecentomila persone ….  Poi, soltanto dopo, verrà il tempo della ripresa di una vita quasi normale”.

Perché  nelle ultime ore contiamo  due  morti a Cosenza, una ragazza di 25  anni e un uomo di 39;  un avvocato di 45 anni deceduto a Messina,

 

Un sessantenne di Fucecchio («Si era vaccinato poche ore prima».  il decesso sotto gli occhi della moglie)..

In Germania, la 32enne #DanaOttmann, psicologa e campionessa di ciclismo, deceduta per emorragia cerebrale 11 giorni dopo il vaccino #AstraZenecawelt.de/politik/deutsc DIE WELT (welt.de/politik/deutsc)

Dubbi non sono ammessi: vaccinare 500 al giorno

Bisogna lasciar fare il lavoro al generale Bara Beccaris.  Tacere e obbedire.  Non a  caso il dottor Bassetti  proclama la nuova Verità (Pravda):  che le emorragie cerebrali e gli infarti da mRNA  sono pari, anzi, addirittura inferiori a quelli che avvengono nella popolazione generale.

Uno si può domandare a che titolo Paolo Mieli, un direttore di giornale in pensione, intima a  Salvini e Lega di fare e non fare qualcosa. Forse in qualità di figlio di Renato Mieli,  nato “ad Alessandria d’Egitto in una famiglia italiana di religione ebraica,  che  nel 1943 fonda un quotidiano nella Tripoli occupata dagli inglesi. Nel 1944 torna in Italia al seguito dell’esercito inglese, presentandosi come “colonnello Ralph Merrill”[1],  è  ufficiale dei servizi d’intelligence inglesi; lavora nel Psychological Warfare Branch, l’organismo che concede i permessi di pubblicazione ed assegna la carta per la stampa dei primi giornali[2]. A Napoli fonda il quotidiano «Il Risorgimento». Nel 1945, grazie ai buoni uffici del comando alleato in Italia, viene scelto come primo direttore dell’ANSA[2].   Il Renato Mieli che, poi, Togliatti nomina direttore de  L’Unità e capo (nel 1949) viene nominato responsabile del Pci per i rapporti con l’estero”,  insomma Paolo Mieli parla e ordina ed intima perché  è il nuovo colonnello  Ralph Merrill?

Vi  sarete accorti che il clima è cambiato. S’è fatto duro Adesso la polizia fa le retate della gente che si avventura fuori  all’aria aperta,  come i rastrellamenti ai tempi dei nazisti.  Si identificano i no-vax e negazionisti come   pericoli pubblici.  Qualcuno  ha fatto una amara battuta,  per nulla lontana dalla realtà:

 

Un medium riconducibile e a “Loro” ha stilato la lista  di proscrizione  dei “giornalisti e intellettuali filorussi”  (ovviamente ci sono anch’io, e scopro di essere collaboratore di Sputnik):    non è  più una libera opinione politica e morale, adesso sta diventando un delitto punibile per legge.

E’ il tempo dei Bassetti:

 

“Una legge che punisca chi prende posizione contro ivaccini. Sono terroristi”

Ci si domanda come mai, quando ritornano tempi  come questi,    si trova sempre che  qualcuno    ha calzato  il  berretto azzurro del cekista e   la Tokarev per il colpo alla nuca, e debba essere per forza un Padrone del Discorso .

L’abito nuovo del colonnello Ralph Merrrill  (Anche Giuliano Ferrara e  Chicco Mentana  ne hanno  una)
https://www.maurizioblondet.it/paolo-mieli-intima-a-salvini-responsabilita/

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