L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 30 aprile 2021

VINCOLO ESTERNO SI, lotta alle mafie NO, il governo dello "stregone maledetto"


Mafia: Gratteri, lotta a cosche non in cima agenda politica
Di ANSA • ultimo aggiornamento: 29/04/2021 - 07:09

Magistrato interviene a rassegna letteraria nel Vco

(ANSA) – SANTAMARIAMAGGIORE, 22 AGO – ‘‘Non vedo interesse
nel contrasto alle mafie. La lotta non è al primo posto
nell’agenda è politica: il malaffare non è mai stato una
priorità.’‘ Lo ha detto Nicola Gratteri, procuratore capo a
Catanzaro, nel corso di un intervento a ‘Sentieri e Pensieri’,
rassegna letteraria in corso a Santa Maria Maggiore (Vco).
Davanti a una platea di 500, Gratteri ha presentato “La rete
degli invisibili”, libro che ha scritto con Antonio Nicaso.
Secondo il procuratore ‘‘il 416 bis è uno strumento ancora
attuale e va mantenuto’‘ e uno dei problemi maggiori è che in
Italia ‘‘non ci si scandalizza più di nulla e si dimentica tutto
il giorno dopo. Oggi non si arrossisce neppure se ti arriva un
avviso di garanzia’‘. ‘‘E’ il politico che va cercare il mafioso – ha anche
osservato – mentre una volta era il mafioso che andava dal
politico col cappello in mano. E la politica è distante dal
quotidiano e si scoccia a parlare col popolo’‘. (ANSA).

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