L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 14 maggio 2021

Come è stata svenduta l’Italia?


“Come è stata svenduta l’Italia”: il libro-testimonianza di Galloni


Come è stata svenduta l’Italia? Domanda semplice, ma più difficile da porre alla stragrande maggioranza della popolazione italiana. Nel libro testimoniale che ci pone la risposta al quesito, Nino Galloni riassume un decennio di interviste e conferenze in cui ha ripetutamente smentito alcune leggende sull’impoverimento del nostro Paese.

“Come è stata svenduta l’Italia”: l’importanza della divulgazione

Sensibilizzare, direbbero in ambienti più progressisti. Diffondere la consapevolezza, diremmo noi in modo forse meno immediato ma più sostanziale. Perché Come è stata svenduta l’Italia è l’evoluzione finale di un percorso divulgativo enorme, quello sviluppato dall’economista italiano attraverso conferenze e canali Youtube, che andava in qualche maniera messo nero su bianco.

Una sorta di “bignami” su un argomento fondamentale, oserei dire decisivo per le terribili sorti di questo Paese negli ultimi decenni: il “peccato originale” del famigerato “debito pubblico”. Una questione che ha indottrinato gli italiani già in corso d’opera, in quegli anni Ottanta in cui, secondo le fantasiose teorie di una puntata di Report dei primi anni Duemila, “l’Italia era come l’Unione Sovietica”, semplicemente perché aveva un apparato statale enorme, nel contesto del mondo capitalistico.

Tali sciocchezze colossali, unitamente a una campagna giornalistica costante sul tema degli sprechi (che in epoca craxiana non erano stati certamente superiori a quelli dei decenni precedenti, come testimoniano d’altronde i dati sulla spesa pubblica) hanno funto da ideali strumenti di distrazione di massa dall’evento che più di ogni altro (sebbene non certo in via esclusiva) ha determinato l’esplosione pazzesca del debito pubblico italiano: il cosiddetto “divorzio” tra la Banca d’Italia e il Ministero del Tesoro. Una separazione che allontanava definitivamente la Banca centrale dall’obbligo di comprare di Titoli di Stato in eccesso non piazzati sui mercati finanziari: un obbligo che, di fatto, metteva lo Stato al riparo dalla contrazione di un alto numero di debiti privati e dei relativi interessi.

Lo Stato otteneva liquidità in questo modo. E Galloni è stato tra i primi a dirlo, dopo decenni di fesserie sugli italiani che avevano vissuto “al di sopra delle proprie possibilità” (pur essendo tra i maggiori risparmiatori al mondo, una contraddizione che i sacerdoti della “liretta” non hanno mai spiegato).

Come è stata svenduta l’Italia spiega tutto questo, partendo da premesse politiche e storiche (la questione “Kissinger – Moro” nel 1976) analizzando i dati disponibili e ciò che essi hanno comportato. Lo fa, soprattutto, in modo immediato. Un aspetto assolutamente fondamentale per un argomento che difficilmente viene recepito, anche a causa di una narrazione ufficiale a senso unico.

Nino Galloni, un post-keynesiano

Nino Galloni è stato a lungo ai piani alti dell’economia e anche della politica italiana. Figlio di Giovanni Galloni, esponente della DC, alla fine degli anni Ottanta era stato chiamato a ricoprire ruoli di responsabilità di governo dallo stesso Giulio Andreotti. Da lì in poi ha ricoperto numerosi incarichi di prestigio: direttore generale del Ministero del lavoro dal 1990 al 2002, incarichi all’INPS, all’INAIL e presso cattedre universitarie prestigiose come quella all’Università Luiss di Roma (dal 1987 al 1999).

La sua testimonianza si ripete ormai da oltre un decennio, soprattutto lo fa esibendo una capacità piuttosto marcata di spiegare concetti complicati in modo immediato, come avvenuto nel corso di una bella conferenza tenuta alla Domus Orobica di Bergamo nell’ottobre 2019.


Perché è importante leggere “Come è stata svenduta l’Italia”

La domanda ha una risposta molto semplice, e si ricollega al tema messo in evidenza da questa recensione: è importante che il libro di Galloni abbia una diffusione più ampia possibile perché riesce a spiegare in modo semplice e immediato i motivi reali della deindustrializzazione italiana. Dei motivi che sono molto lontani dai piagnistei anti-italiani su quanto sarebbe corrotto, inefficiente e “inferiore” il nostro Paese. Quanto meno, dei motivi che risultano più complessi rispetto a semplificazioni inaccettabili e spesso false quali il popolare “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”.

Per fare sì che quanta più gente possibile lo sappia, la fruibilità è un elemento fondamentale. E il testo di Galloni fa di tutto per esserlo. La casa editrice sembra comprenderlo meglio di chiunque altro, tanto da “allegare” al libro anche un link, tramite il quale è possibile visionare, direttamente sul sito di ByoBlu, un video in cui Galloni “racconta” il contenuto della sua ultima testimonianza.
Nino Galloni racconta “Come è stata svenduta l’Italia”

In una società in cui – ahimé – la propensione alla lettura è estremamente bassa, non si può che approvare una scelta simile, utilissima allo scopo.

L’Italia è arrivata al quinto posto tra le potenze economiche mondiali negli anni Ottanta, qualcuno ha sostenuto addirittura il quarto. Non si arriva a certi livelli senza avere dei meriti enormi e una forza propulsiva certamente sopra la media.

E l’esplosione del suo debito pubblico non è dovuta principalmente agli sprechi nella spesa pubblica, ma a ben altro. Sono notizie ormai note e verificabili, da lungo tempo.

Nino Galloni ce lo spiega – con argomentazioni impeccabili – da oltre dieci anni. Adesso lo sintetizza in maniera molto efficace, in un testo davvero alla portata di tutti. Ed essere alla portata di tutti è il primo passo per diffondere una consapevolezza di cui abbiamo tremendamente bisogno.


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