L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 26 maggio 2021

Continua imperterrito l'attacco degli stati alle multinazionali tecnologiche, questa volta è di scena la Germania

Perché la Germania accerchia Google

26 maggiom2021


In Germania l’Antitrust ha aperto un’indagine per capire se Google Germania, Google Irlanda e la società madre Alphabet stanno perpetuando pratiche anticoncorrenziali.

Guai in vista per Big G in Germania.

L’autorità antitrust tedesco ha avviato un’istruttoria su Google Germany, Google Ireland e la loro controllante Alphabet per presunti abusi di posizione dominante sul mercato. L’indagine, ha fatto sapere l’authority, dovrà verificare tra l’altro se il colosso tech offra abbastanza libertà di scelta agli utenti sull’utilizzo dei loro dati.

Google ha detto che le persone usano i suoi servizi perché sono utili, non perché sono costrette a farlo o perché non riescono a trovare alternative.

“Diamo alle persone un facile controllo su come sono utilizzate le loro informazioni. E limitiamo l’uso delle informazioni personali”, ha dichiarato il portavoce di Google Ralf Bremer, aggiungendo che la società di Mountain View assisterà l’authority con le sue richieste.

Il regolatore ha fatto uso dei poteri rafforzati — concessi in base alle recenti riforme delle leggi tedesche sulla concorrenza — per aprire indagini anche su Facebook e Amazon circa le loro pratiche sui dati.


Senza dimenticare la maxi multa da 1,49 miliardi di euro inflitta a Google dall’Unione europea nel 2019 per violazione della concorrenza.

Tutti i dettagli.

L’ISTRUTTORIA AVVIATA DALL’ANTITRUST TEDESCO

Il Bundeskartellamt, l’autorità antitrust con sede a Bonn, ha affermato che l’indagine valuterà se il gigante della tecnologia offre agli utenti una scelta sufficiente su come utilizzare i propri dati nella vasta gamma di servizi digitali che fornisce.

“Grazie al suo accesso consolidato ai dati rilevanti per la concorrenza, Google gode di un vantaggio strategico”, ha affermato in una nota il presidente Andreas Mundt.

Ha poi aggiunto che “il modello di business di Google si basa fondamentalmente sull’elaborazione dei dati dei suoi utenti”.

“Analizzeremo molto attentamente i termini in base ai quali vengono elaborati i dati degli utenti. “Una domanda chiave in questo contesto è se i consumatori che desiderano utilizzare i servizi di Google abbiano una scelta sufficiente su come Google utilizzerà i propri dati”.

FARO SU YOUTUBE, MAPS, ANDROID E CHROME

Nello specifico, il regolatore tedesco esaminerà se la gamma di servizi digitali di Google — che va dal motore di ricerca a YouTube, da Maps al il suo sistema operativo per smartphone Android e il browser Chrome — conferisce al colosso di Mountain View ha una posizione dominante su tutti i mercati.

LA REPLICA DI GOOGLE

“Le persone scelgono Google perché la trovano utile, non perché sono costretti o perché non hanno alternative. Gli utenti tedeschi hanno a disposizione molte alternative online. E mettiamo loro a disposizione strumenti di controllo semplici per gestire le proprie informazioni e limitare l’uso di dati personali. Siamo pienamente disponibili a lavorare insieme all’autorità tedesca. Risponderemo con piacere alle loro domande in merito”, ha commentato un portavoce di Google.

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