L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 4 maggio 2021

Energia pulita - serve investire sull'energia rinnovabile per produrre idrogeno verde


Idrogeno: gli esperti lanciano un allarme

«La strada per la diffusione è lunga e in salita. Serve 10 volte l’energia rinnovabile prodotta oggi»

3 maggio 2021 Versione stampabile Translated by AWS ITAEN

Non ci sarà nessuno ‘scale up’ dell’idrogeno, nessuna rivoluzione – riporta HydroNews – «se prima non riusciremo ad espandere in modo esponenziale la nostra capacità di produrre energia rinnovabile a basso costo».

L’avviso è arrivato nel corso del webinar “Idrogeno: quali prospettive e ruolo nella transizione energetica?” – organizzato dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Parigi, in collaborazione con l’ENEA, da parte del professor Nicola Armaroli, accademico e membro del CNR, che ha spiegato: «La strada per la diffusione dell’idrogeno nell’economia è lunga e in salita. Dobbiamo stare attenti a non generare un eccesso di aspettative che potrebbero poi rimanere deluse generando un effetto boomerang, dannoso per lo sviluppo che invece l’idrogeno davvero potrebbe avere per decarbonizzare alcuni settori in cui l’elettrificazione non sarebbe efficace».

Armaroli, riporta HydroNews, «ha ricordato che, per riuscire a produrre l’idrogeno verde sufficiente a centrare gli obiettivi fissati dalle linee preliminari della strategia italiana, servirà una quantità di energia rinnovabile pari a 10 volte quella prodotta attualmente».

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