L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 8 maggio 2021

Gli Stati Uniti sanno perfettamente che l'Ucraina nella Nato è la linea rossa della Russia e devono essere pronti a una guerra calda

Dalla Serbia all’Ucraina, come manovrano Russia e Cina nell’Europa dell’est

8 maggio 2021


L’articolo di Giuseppe Gagliano sulle mosse di Russia e Cina nell’Europa dell’est

Difficile negare come la presenza russa e cinese si faccia sempre più pervasiva e capillare nel cuore dell’Europa dell’est.

L’ennesima dimostrazione è data dal fatto che il 3 maggio il presidente della Serbia ha incontrato sia il rappresentante cinese a Belgrado Chen Bo che l’ambasciatore russo in Serbia, Aleksandr Bozan Kharchenko.

Se queste due nazioni rappresentano una presenza inquietante per l’alleanza atlantica non si non si può dire lo stesso per il presidente serbo visto che gli investimenti cinesi si aggirano intorno ai 10 miliardi mentre quelli della Russia intorno ai 4 miliardi.

Per quanto riguarda la Russia i suoi investimenti sono concentrarti prevalentemente nel settore del petrolio e del gas: infatti il principale azionista della multinazionale serba Naftna Industrija Srbije (NIS) è Gazprom Neft.

In secondo luogo un altro aspetto importante di questa sinergia è rappresentato dal gasdotto BAlkan Stream.

Per quanto riguarda la Cina abbiamo già avuto modo di sottolineare come la Serbia rappresenti il cavallo di Troia per consentire al Dragone di entrare nell’Europa.

Per quanto concerne la situazione politica ancora instabile tra Ucraina e Russia questa ha avuto degli sviluppi di grande rilevanza proprio giovedì 6 maggio quando vi è stato l’incontro tra il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken e il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a Kiev.

Scontati i temi affrontati dai due uomini politici: la sicurezza nel Donbass e nelle aree del Mar Nero e Mar d’Azov, il Nord Stream 2 e soprattutto le riforme necessarie da porre in essere in Ucraina per entrare nella Nato.

A tale proposito, al di là della scontata richiesta da parte del segretario di Stato americano in relazione alle riforme di politica interna che dovranno essere attuate per consentire all’Ucraina di entrare a pieno titolo all’interno della Nato, è evidente che se una eventualità di tale natura dovesse verificarsi le tensioni con la Russia non solo avrebbero un incremento rilevantissimo ma potrebbero costituire la premessa per un conflitto.

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