L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 maggio 2021

I loro dati contraddicono la loro volontà puramente ideologica di vaccinare tutti

Quando gli Usa danno i numeri



Visto che nessuno si incarica di farlo dopo aver dato i numeri dei decessi e delle reazioni avverse in Europa, ecco quelli degli Usa che sono più facili da ricavare visto che il Cdc al contrario dell’ Ema adesso qualche dato aggregato lo da.. Sarò estremamente sintetico visto che i tratta comunque di cifre grosso modo in linea e comunque del tutto straordinarie rispetto alle vaccinazioni fatte in passato. Dunque tra il 14 dicembre 2020 e il 30 aprile di quest’ammo sono stati segnalati 3.837 decessi e 157.277 eventi avversi.


Dei 3.837 decessi segnalati al 30 aprile, il 24% si è verificato entro 48 ore dalla vaccinazione, il 16% entro 24 ore e il 39% ha coinvolto persone che si sono ammalate entro 48 ore dalla vaccinazione. Ma ecco la casistica generale forniuta dal Vaers che si occupa delle statistiche:
Il 21% dei decessi è correlato a problemi cardiaci.
Il 54% dei deceduti è di sesso maschile, il 44% di sesso femminile e mentre nel 2% dei casi il sesso non era indicato nelle denunce di morte.

Al 30 aprile, 805 donne in gravidanza avevano segnalato eventi avversi correlati ai vaccini COVID, comprese 235 segnalazioni di aborti spontanei o nascite premature .
Dei 1.597 casi segnalati di paralisi facciale , il 51% è stato segnalato dopo la vaccinazione con Pfizer-BioNTech, il 40% dopo la vaccinazione con il vaccino Moderna e 131 casi o il 10% dei casi sono stati segnalati in associazione con J&J.
Ci sono state 162 segnalazioni di sindrome di Guillain-Barré , con il 41% dei casi attribuiti a Pfizer, il 45% a Moderna e il 19% a J&J.
Ci sono state 44.348 segnalazioni di anafilassi , con il 38% dei casi attribuiti al vaccino di Pfizer, il 47% a Moderna e il 14% a J&J.
L’ età media alla morte è stata di 75,1 anni anche perché i decessi dopo vaccino includono di solito persone molto più giovani di quelle colpite dalla malattia e le morti segnalate più recenti includono due quindicenni (VAERS ID 1187918 e 1242573) e un 16enne (VAERS ID 1225942). Sono stati segnalati altri decessi in bambini di età inferiore ai 16 anni che non è stato possibile confermare.

Ciononostante sia la Fda americana l’Ema europeo vorrebbe autorizzare il vaccino Pfizer anche per gli adolescenti. E del resto è “scientificamente” assolutamente giusto visto che entrambe queste organizzazioni campano dei soldi di Big Pharma per la quasi totalità delle loro entrate. Certo la scienza è quella dell’economia e non quella medica, ma proprio vogliamo guardare il capello?

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