L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 28 maggio 2021

I ricchi ricominciano a spendere, anche loro hanno voglia di vivere ed uscire fuori dalla narrazione dell'influenza covid

Lusso
Stefano Ricci, Russia e Cina trainano la ripresa: a marzo vendite a +58% rispetto al 2020

Presentata la collezione PE 2022 del marchio fiorentino, che sta per aprire nuovi negozi in Asia e a New York, propone anche orologi e champagne e ha triplicato le vendite online

di Silvia Pieraccini
26 maggio 2021

Look della collezione PE 2022 Stefano Ricci

La tempesta Covid è stata micidiale ma è finalmente alle spalle. Ora l'orizzonte di Stefano Ricci, maison fiorentina di moda uomo d'alta fascia, è più sereno grazie soprattutto alla ripresa delle vendite in Cina e Sudest asiatico da una parte, e in Russia e nelle ex repubbliche russe capeggiate da Ucraina e Azerbaijan dall'altra.

Il risveglio di questi mercati è tanto più importante perché sono quelli strategici per un marchio del made in Italy che realizza all'estero l'85% del fatturato e veste i magnati del pianeta. «Ogni giorno aumentano i segnali di ripartenza da Cina e Russia – spiega l'amministratore delegato Niccolò Ricci – e anche gli Stati Uniti si stanno muovendo, a partire da Miami. Alla data di oggi, con l'Europa ancora in semi-lockdown, le nostre vendite segnano +58% rispetto allo stesso periodo 2020. Conforta vedere che sono riapparsi i clienti che avevamo prima del Covid».

Da sinistra Niccolò, Stefano e Filippo Ricci vicino a una statua di Canova (© Niccolò Cambi/Massimo Sestini)

Visto che il confronto con l'anno scorso (in cui la maison ha ridotto i ricavi del 42% rispetto ai 148,3 milioni del 2019), è poco significativo, Ricci guarda al traguardo più urgente: «Sul recupero rispetto al pre-Covid siamo a metà strada, perché l'Europa è ancora ferma». Il 2021 si chiuderà a 110-120 milioni con il bilancio atteso in pareggio. Ci vorrà il 2022 per riconquistare il terreno perduto, e Stefano Ricci sta piazzando le pedine per riuscirci.

Intanto non ha rinunciato a presentare la collezione - in anticipo come consuetudine rispetto al Pitti Uomo, salone a cui parteciperà – in un luogo affascinante dell'Italia: questa volta sono state le cave di marmo di Carrara, da cui si estrae il prezioso “bianco”, ad accogliere gli scatti del lookbook e la presentazione del video che racconta la nuova collezione primavera-estate 2022, ispirata appunto alla natura.

Look della collezione PE 2022

Un guardaroba di grande leggerezza, con capi sfoderati o con fodere-gioiello in seta, abiti classici ma anche pratici-chic come le tute di jersey seta-cotone. «È una collezione dedicata alla leggerezza – spiega Filippo Ricci, fratello di Niccolò – e anche al colore, al comfort e alla tecnicità, con 70 look di cui 12 proposti anche per il bambino. Sarà nei negozi a gennaio, quando speriamo che il mondo si sia dimenticato del Covid».

I negozi continuano a essere il motore dell'azienda che entro fine anno riprenderà i progetti interrotti dal Covid: le aperture di boutique a Bangkok, Kuala Lumpur e Changsha; il riacquisto della licenza del negozio di Singapore, al Marina Bay Sands. Per il 2022 è in programma una nuova boutique a New York. Un altro tassello è la brand extension, che si è concretizzata col lancio degli orologi (previsti nuovi modelli il prossimo anno) e di vini e champagne.

Look della collezione PE 2022

Il canale online è in crescita e ha triplicato le vendite, che quest'anno arriveranno a 1,5 milioni: «Gli sforzi fatti nel digitale non saranno persi – affermano Niccolò e Filippo, che guidano l'azienda con i genitori Stefano e Claudia – abbiamo ampliato la gamma dei prodotti che possiamo offrire al consumatore finale e il dialogo con i clienti». La bufera del Covid ha almeno un risvolto positivo: «È stato un anno difficile, ma ci ha aiutato a guardare dentro l'azienda e a recuperare efficienza».

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