L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 6 maggio 2021

I social e YouTube mostrano tanto zelo censorio contro chi manifesta opinioni dissonanti, specie in materia di virus, vaccini e terapie domiciliari.

03 MAY 2021


Ci hanno dato un mucchio di giocattolini informatici con cui trastullarci come bambini (social, WhatsApp, community on line, piattaforme ecc.) ma poi ci si stupisce se sul più bello ci presentano il conto: la censura. I media mainstream e le loro veline non si possono più ascoltare, ma molti di noi pensavano, all'inizio, di trovare rifugio sul web. Ora sappiamo che Google, YouTube, Facebook, Twitter, Instagram, ovvero i grandi social network, sono al servizio dei governi peggiori e si comportano come i più solerti pretoriani del sistema socio-politico. Diciamo che è nata una nuova simbiosi: i governi hanno bisogno di queste lobby della comunicazione on line; queste lobby, fanno i censori per i governi.

Non che non l'avessimo capito, ma ora è tutto più chiaro e lampante sul perché i social e YouTube mostrano tanto zelo censorio contro chi manifesta opinioni dissonanti, specie in materia di virus, vaccini e terapie domiciliari. Compreso quello dei protocolli sanitari su cure domiciliari contro il Covid di recente restaurato e ripristinato dal ministero della Salute, impugnando la sentenza del Tar del Lazio. Il disperante Speranza ha fatto accordi con Facebook, Google e YouTube. Indovinate un po' perché?

Ma per censurarci meglio, bimbi miei! Come dice l'autore dell'articolo su Imola Oggi https://www.imolaoggi.it/2021/05/01/speranza-accordi-google-youtube/", "i liquami vengono sempre a galla".

Gli accordi intervenuti tra il Ministero della Salute il 7 febbraio 2020 con Facebook e il 28 febbraio 2020 con Google e YouTube (accordi ovviamente secretati ma per i quali è stato speso il pubblico denaro dei contribuenti) mostrano date inequivocabili che fanno pensare a una pianificazione molto ben congegnata da tempo.

La censura agisce in modo subdolo, viscido, strisciante, quando meno te l'aspetti. Può capitare di non ritrovare più un articolo che ritenevamo utile e prezioso come quello segnalato su databaseitalia.it dell'oligarca Jacques Attali a proposito di una sua intervista memorabile risalente al 1981 e vedere apparire la scritta: 404 Pagina non trovata (https://www.databaseitalia.it/il-pianificatore-globalista-jacques-attali-predisse-la-truffa-e-il-genocidio-nel-1981/)

Può capitare come è avvenuto all'ottimo dott. Gulisano, medico domiciliare di Lecco, di veder rimosso il video da YouTube dove poco prima appariva in un pacifico comizio in piazza dove ebbe l'ardire di presentare alcuni dei pazienti da lui salvati dal Covid (la malattia che non ammette rimedi, se non il vaccino). Come gli è successo di venire ospitato dalla trasmissione su La7 "Di Martedi" con tanto di telecamere sotto casa, e poi (ordini di scuderia?) La 7 dà forfait, perché nel frattempo succede che la sentenza del TAR è stata re-impugnata da parte del governo con tanto di vecchi protocolli precedenti (Tachipirina e vigile attesa). C'è, con ogni evidenza una censura visibile anche in questo "contrordine". Ritorno sulla "pagina non trovata", prelevata dall'intervista di Attali al suo editore Marcel Salomon.

“In futuro si tratterà di trovare un modo per ridurre la popolazione. Inizieremo dal vecchio, perché non appena supera i 60-65 anni, l'uomo vive più a lungo di quanto produce e costa caro alla società. Poi i deboli e poi gli inutili che non portano nulla alla società perché ce ne saranno sempre di più, e soprattutto finalmente gli stupidi. Eutanasia mirata a questi gruppi; L'eutanasia dovrà essere uno strumento essenziale delle nostre società future, in tutti i casi. Ovviamente non possiamo giustiziare persone o allestire campi. Ce ne sbarazzeremo facendo credere loro che sia per il loro bene. Una popolazione troppo numerosa, e per la maggior parte inutile, è qualcosa di troppo costoso dal punto di vista economico. Dal punto di vista sociale, è anche molto meglio che la macchina umana si arresti bruscamente piuttosto che deteriorarsi gradualmente. Non saremo in grado di superare i test di intelligenza su milioni e milioni di persone, puoi immaginare!
Troveremo qualcosa o lo causeremo, una pandemia che colpisce certe persone, una vera crisi economica o meno, un virus che colpirà il vecchio o il grande, non importa, i deboli soccomberanno, i timorosi e i lo stupido ci crederà e chiederà di essere curato. Avremo avuto cura di aver pianificato il trattamento, un trattamento che sarà la soluzione.
La selezione degli idioti sarà così fatta da sola: andranno al macello da soli ".

[Il futuro della vita - Jacques Attali, 1981]

Interviste a Michel Salomon, collezione The Faces of the Future, edizioni Seghers
Se l'articolo come questo riportato, lascia credere fin troppo palesemente che certe distopie da Great Reset sono state progettate da tempo, ecco intervenire debunker e "sbufalatori" vari in sua difesa. Qual è il ruolo di costoro? Lo avrete già intuito: quello di fingere di raddrizzare "false opinioni" e "false notizie" (fake news), pensieri non conformi per imporre in realtà il loro pensiero "unico" e uniforme. E non parlo dell'ormai screditato Butac, ma di testate di soccorso come "Liberation" (detto, il giornale dei Rothschild). Ma no, avete capito male, Attali è stato frainteso, non voleva mica dire quello che voi pensate così malignamente...Bene, il pezzo è lì, recuperato. I lettori non sono dei minus habentes che hanno bisogno di tutele. Pertanto, ciascuno si faccia le proprie opinioni, senza interpreti, traduttori né mediatori. Ad Attali, alla sua teoria del Poliamore, e ai suoi antefatti pro UE, euro, sul Trattato di Lisbona, sul trattato di Maastricht ed eurocrazia, sul suo ruolo di mentore di Macron, la sottoscritta ha già dedicato alcuni post (vedere i link).

Ma consiglio di leggere anche questo pezzo di Enrica Perucchietti "Il mondo nuovo sognato da Jacques Attali" che ben ne fotografa la visione distorta del mondo. Perché sono così interessati a smentire quanto affermato con compiaciuto cinismo addirittura nel 1981? Be', facile da scoprire. Ora siamo per davvero al giro di boa nella costruzione di quel mondo che allora pareva lontano. Meglio, allora, non dare troppo nell'occhio e ritirare la mano, dopo aver lanciato il sasso.


Ma andiamo avanti con la censura. Avrete appreso che il sito Byoblu a causa di una pesante censura su YouTube si è visto cancellare mezzo milione di iscritti, 14 anni di attività e circa duemila video. La notifica dell’oscuramento è arrivata con una mail in cui si spiega la decisione presa. Pertanto Claudio Messora, che dirige quel sito è stato costretto a comprarsi un canale sul digitate terrestre che chiunque di voi può reperire cliccando il tasto 262. Acquisto che è potuto avvenire, anche grazie alla donazione di molti lettori, simpatizzanti e follower. Ora la tv ha un ottavo canale sul digitale terrestre, cui si può avere accesso. C'è ancora molta strada da percorrere per fare una vera tv dalla parte dei cittadini: ci vogliono più servizi, dirette e approfondimenti di qualità, ma intanto è un inizio. Bisogna quindi sganciarci da chi ci sabota: è questa la lezione che ne emerge.

Sera di S. Giacomo

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