L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 maggio 2021

Il 15 maggio 2021 Whatsapp inaugura il suo nuovo grande recinto pieno di erba verde, adesso le mandrie docili possono continuare a mangiare indisturbate. Per i riottosi non c'è scampo o dentro o fuori

Che cosa cambia (e cosa no) su Whatsapp dal 15 maggio

L'app di messaggistica controllata da Mark Zuckerberg ha chiesto agli utenti di accettare le nuove regole sulla privacy. Non accettare potrà produrre degli effetti, ma non subito


aggiornato alle 15:3712 maggio 2021

© Agf - Whatsapp

AGI - No: anche se c'è una data, non ci sarà un blackout immediato se gli utenti non accettano la nuova informativa sulla privacy. Ma sì: di fatto, con il passare delle settimane, l'app diventerebbe inutilizzabile. Dell'aggiornamento di Whatsapp si parla da mesi. Diventerà necessario a partire dal 15 maggio. Ecco che cosa succederà, che cosa cambia e che cosa resta.

Che cosa succede il 15 maggio

Lo ha spiegato Whatsapp rispondendo a una serie di Faq sul suo sito: se l'utente non accetta l'aggiornamento, “il 15 maggio non sarà eliminato nessun account e non si perderanno funzionalità”. Non c'è quindi un interruttore che spegne le versioni non aggiornate. L'intervento sarà graduale.

Come già nei mesi scorsi, sull'app continuerà a comparire la notifica che invita ad approvare le nuove condizioni. “Il promemoria - spiega Whatsapp - diventerà persistente dopo un periodo di alcune settimane”. Non c'è quindi una data puntuale, né una scadenza comune a tutti gli utenti. Le cose inizieranno a cambiare quando la notifica diventerà fissa. A questo punto, fino a quando non sarà accettato l'aggiornamento si avrà “un accesso limitato alle funzionalità”.

Si potrà rispondere alle chiamate e alle videochiamate in arrivo. In caso di notifiche attive, l'utente potrà toccarle per leggere i messaggi, rispondere o richiamare in caso di chiamata persa. Non avrà però accesso alla lista delle chat e non potrà quindi inviare un messaggio per primo o aprire nuove conversazioni. In questo limbo (durante il quale è possibile esportare le proprie chat) l'utente rimarrà “alcune settimane”. Poi una nuova restrizione: smetterà di ricevere chiamate e notifiche. E non potrà neppure rispondere ai messaggi.

L'account "indotto" all'eliminazione

Whatsapp darà un po' di tempo prima di mettere le ganasce. Quando arriverà, però, il blocco diventerà il probabile preludio alla cancellazione del profilo. Whatsapp spiega che “non eliminerà l'account se non accetti l'aggiornamento”, ma invita a “tener presente” che “verrà applicata la normativa sugli utenti inattivi”: dopo 120 giorni senza accedere, l'account verrà eliminato. Addio per sempre (l'azione non è reversibile) a cronologia dei messaggi, gruppi e backup. La procedura dei 120 giorni è già in vigore da tempo e – sottolinea l'applicazione – è “separata” dal consenso all'aggiornamento. Di fatto, però, le due cose sono legate: se non si ha la possibilità di usare l'app, non c'è motivo di accedere. E se non si accede l'account scompare.

La scadenza è mobile

La prima scadenza dell'aggiornamento era stata fissata a febbraio. Whatsapp ha poi deciso di rimandarla al 15 maggio per ammortizzare proteste e ed effetti collaterali, come l'impennata dei download delle altre app di messaggistica, come Telegram e Signal.

Le nuove condizioni hanno provocato l'intervento dei garanti della privacy in diversi Paesi. Quello italiano aveva definito l'informativa “poco chiara”. L'app ha quindi cercato di renderla più trasparente, smentendo i timori iniziali. A una prima lettura, sembrava infatti che l'aggiornamento lasciasse maggiore libertà di condivisione dei dati con la casa madre Facebook.

Cosa cambia e cosa resta

In realtà, con la nuova informativa non cambia nulla nelle conversazioni tra amici e familiari. L'app continuerà ad avere la crittografia end-to-end, che non permette né a Whatsapp né a Facebook di leggere le conversazioni o condividere i contatti.

Il cambiamento riguarda solo le conversazioni con le imprese (che è il canale con il quale Mark Zuckerberg ha deciso di fare soldi con Whatsapp). Gli utenti devono sapere che “la messaggistica con le aziende è diversa dalla messaggistica tra privati”. Le società “possono vedere le conversazioni e potrebbero utilizzare queste informazioni per finalità di marketing, che potrebbero comprendere anche le inserzioni su Facebook”.

Le imprese possono inoltre “utilizzare Facebook come fornitore di servizi tecnologici per gestire le chat WhatsApp con i clienti, rispondere alle domande e inviare informazioni utili”. In altre parole: Facebook ottiene più dati, ma in modo indiretto, per scelta delle aziende e degli utenti e solo nelle conversazioni con le imprese.

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