L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 13 maggio 2021

Il "LIBERO MERCATO" chiede allo stato 50 miliardi. I profitti ai privati le spese allo stato

Chip: perché Apple, Google e Microsoft premono per sussidi statali

12 maggio 2021


Apple si unisce a Microsoft e Google nella Semiconductors in America Coalition, la lobby che preme per sussidi statali alla produzione di chip negli Usa

Acquirenti e produttori di chip uniscono le forze negli Stati Uniti.

Martedì Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon hanno formato una coalizione con i produttori di chip come Qualcomm e Intel per fare pressione sul governo degli Stati Uniti.

La coalizione chiede al Congresso di fornire 50 miliardi di dollari per la ricerca e la produzione di semiconduttori, che il presidente Biden ha proposto come parte del suo pacchetto infrastrutturale da 2,3 trilioni di dollari.

Anche le aziende tecnologiche come Apple sono colpite dalla carenza di chip, anche se in misura minore rispetto alle case automobilistiche.

I gruppi dell’automotive hanno sollecitato l’amministrazione Biden per garantire la fornitura di chip per le fabbriche di automobili. Ma la Semiconductors in America Coalition ha messo in guardia sull’azione del governo che non dovrebbe favorire un singolo settore.

Al momento gli analisti ritengono che la carenza globale di chip persisterà fino al 2022.

Tutti i dettagli.

LA SEMICONDUCTORS IN AMERICA COALITION

Martedì la neonata Semiconductors in America Coalition ha dichiarato di aver chiesto ai legislatori statunitensi di fornire finanziamenti per il CHIPS for America Act, per il quale il presidente Joe Biden ha chiesto al Congresso di fornire 50 miliardi di dollari.

Le aziende di semiconduttori e le grandi imprese che utilizzano i chip hanno dunque unito le forze per spingere i finanziamenti federali per la ricerca e la produzione di semiconduttori negli Stati Uniti.

CHI PARTECIPA OLTRE APPLE, ALPHABET E MICROSOFT

Tra i suoi membri troviamo i principali produttori di chip come Intel, Nvidia e Qualcomm.

Ma il nuovo gruppo di pressione include anche altre big company che consumano chip, con membri come AT&T, Cisco Systems, General Electric, Hewlett Packard Enterprise e Verizon Communications.

I FINANANZIAMENTI PER IL CHIPS ACT

La “Semiconductors in America Coalition” sostiene il Chips for America Act, in cui il presidente Biden chiede al Congresso un fondo per 50 miliardi di dollari.

“Un solido finanziamento del Chips Act aiuterebbe l’America a costruire la capacità aggiuntiva necessaria per avere catene di approvvigionamento più resilienti per garantire che le tecnologie critiche saranno presenti quando ne avremo bisogno”, ha detto il gruppo in una lettera ai leader democratici e repubblicani di entrambe le camere del Congresso degli Stati Uniti.

LA CARENZA DI SEMICONDUTTORI CHE HA COLPITO L’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA

L’industria automobilistica ha risentito particolarmente della carenza di semiconduttori. Molte case automobilistiche hanno chiuso gli impianti riducendo la produzione. Ford Motor si aspetta che la carenza causi un calo dei profitti di circa 2,5 miliardi di dollari quest’anno e una riduzione della produzione di veicoli di circa il 50% nel secondo trimestre.

ANCHE I CONTI DI APPLE RISENTONO PER I CHIP

Ma anche l’industria tech risentirà della crisi dei chip.

Il mese scorso il produttore di iPhone ha riferito infatti che perderà da 3 miliardi a 4 miliardi di dollari di vendite nel trimestre in corso che termina a giugno a causa della carenza di chip. Tuttavia, ciò equivale a solo una piccola percentuale dei 72,9 miliardi di dollari di vendite che si aspetta per il terzo trimestre fiscale di Apple, secondo le stime delle entrate di Refinitiv.

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