L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 10 maggio 2021

Il Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato trema, è sotto attacco, fino a quando possono resistere alle bordate e alla loro intrinseca corruzione?

Intrighi, ombre, sospetti, dalla magistratura al calcio, un Paese senza pace.

Scritto da Fortunato VinciCategoria: Speciale Pubblicato: 09 Maggio 2021



(ASI) Da mesi siamo tormentati dalle vicende, vergognose, sulla magistratura che ci sono state raccontate da Luca Palamara. E che riguardano, nella stragrande maggioranza dei casi, di come le correnti abbiano condizionato pesantemente promozioni, carriere, processi.

E se a questo si aggiunge quello che dicono i pentiti sulla massoneria deviata, che impone le briglieai magistrati, siamo veramente al disastro. Notizie che lasciano macerie nella credibilità della magistratura. Ma come sia possibile che chi è chiamato a giudicare, un compito estremamente importante e delicato, vincoli e condizionila sua delicatissima missione (perché, senza alcuna retorica, di questo si tratta) con un peccato originale. Come possa essere in grado di esercitare il suo ruolo di arbitro della vita dei cittadini, facendosi pesantemente condizionare da altri, da chi gli ha fatto fare carriera, da chi gli ha fatto occupare quel posto di rilievo e di prestigio.

Perché si è indotti, facilmente, a immaginare che se un magistrato viene trasferito in un determinato posto, dopo aver sollecitato qualcuno (collega, politico, massoneria deviata, e mi limito solo a questi) a spingere e sostenere la sua candidatura, da questo o da quello,qualche interesse quelli che intervengono per favorirlo, in qualche modo, qualche interesse dovranno pure averlo, altrimenti perché lo fanno? Come sia possibile che ciò avvenga, che sia avvenuto un’infinità di volte. E come sia possibile che pur sapendo da più di un anno di queste storture e di queste vergogne che ne condizionano l’autonomia di tanti magistrati, ancora non si sia arrivati alla prima, immediata riforma che suggerisce il buonsenso: fare le nomine con il sorteggio. Ci sono tre magistrati che ambiscono ad un posto? Benissimo, presentino la domanda e i documenti e se tutti hanno i requisiti si faccia il sorteggio. Si annullerebbero, in un colpo solo,i poteri straordinari e incredibili delle correnti, così come ce li ha raccontati Palamara.

E come si fa, dopo decine, forse centinaia di scandali con la massoneria deviata che non si riesca, meglio, non si vuole mettere una regola facile, semplice, efficacissima, solenne.La funzione giudiziaria è incompatibile con l’iscrizione alle logge massoniche deviate, chiunque risulta iscritto in questi elenchi viene escluso immediatamente dalla magistratura. Situazione in parte diversa, sicuramente meno importante, ma non meno inquietante, pare sia avvenuta nel settore arbitrale del calcio, nell’Aia, Associazione Italiana arbitri.“Accuse in procura,voti truccati per promozioni e dismissioni dei fischietti in B”. Porta questo titolo la Gazzetta dello Sport. Un esposto è stato presentato a Roma, alla Procura della Repubblica, dopo le dismissioni al termine della stagione scorsa, degli arbitri Daniele Minelli e Niccolò Baroni. Ora sotto i riflettori, anche della procura federale, la vecchia gestione dell’Aia, guidata da Marcello Nicchi, sostituito, a febbraio, da Alfredo Trentalange. Ci sarebbero state, secondo quanto sostengono i denuncianti, alcune forzature nelle valutazioni degli arbitri con conseguente penalizzazioni di alcuni e favoritismi a beneficio di altri. Anche qui sorge la solita, inquietante domanda.

Perché c’è qualcuno che vuole favorire la carriera di un arbitro e danneggiare la carriera di un altro? E quello che viene favorito che cosa dà in cambio? Altrimenti che interesse ci può essere per sostenere un arbitro invece di un altro. Un Paese così malridotto riuscirà a riprendersi? I virus sono tanti, troppi, si annidano dappertutto. E manca la volontà di combatterli, con o senza vaccini.

Fortunato Vinci – www.lidealiberale.com – Agenzia Stampa Italia

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