L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 3 maggio 2021

Impedire ai social media di cancellare interventi o addirittura l’intero account di candidati a cariche pubbliche, scongiurare il blocco senza preavviso degli utenti e impone alle società di pubblicare le regole sui contenuti oltre a giustificare nello specifico ogni esclusione. La Florida inizia a circoscrivere gli abusi dei social

Florida: finalmente illegali le censure dei social



Nel corso della crisi pandemica , la censura da parte di Big Tech è diventata sempre più evidente, massiccia e insolente nel mettere sotto i piedi la libertà di parola: YouTube ha cancellato o demonetizzato numerosi canali con centinaia di migliaia di a abbonati come è successo per Byoblu in Italia o a quello di quello di Boris Reitschuster in Germania, Twitter elimina gli account o blocca i tweet dei vincitori del Premio Nobel, così come fa anche Facebook che ha letteralmente cancellato una dibattito tra il governatore della Florida Ron DeSantis e diversi docenti delle università di Stanford e Oxford perché le conclusioni su lockdown e mascherine non erano quelle stereotipate che il social difende, ma anche crea in quanto co autore del canovaccio pandemico. Così mercoledì scorso il Senato e il Congresso della Florida hanno approvato una legge che rende reato la censura sui social media e le interferenze politiche che ciò comport che attende solo la firma del governatore..

In particolare la legge impedisce ai social media di cancellare interventi o addirittura l’intero account di candidati a cariche pubbliche,. scongiura il blocco senza preavviso degli utenti e impone alle società di pubblicare le regole sui contenuti oltre a giustificare nello specifico ogni esclusione. Insomma almeno in Florida i social non possono più nascondersi dietro la violazione di fantomatiche regole della comunità. Le pene sono severe e vanno dai 250 ai 25 mila dollari al giorno per l’esclusione ingiustificata di funzionari pubblici e di candidati. Del resto già il 5 aprile i giudici della Corte Suprema Clarence Thomas e Samuel Alito, hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermano che le società di social media come Twitter e Facebook devono essere regolamentate come servizi pubblici piuttosto che privati. Insomma sembrerebbe che la censura operata a tutto campo dai social media sia durante le elezioni, sia escludendo qualsiasi apporto critico sulla pandemia, cominci a incontrare finalmente una certa resistenza.

https://ilsimplicissimus2.com/2021/05/02/florida-finalmente-illegali-le-censure-dei-social/

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